| 13 febbraio 2011 | |
| Ragazze e ragazzi, mamme e papà meritano che la politica si indigni anche a nome loro Contro l'esibizione muscolare del denaro La società torna indietro se passa il principio che con i soldi suoi uno fa quello che vuole Questo è il tempo dell'indignazione. I programmi politici vengono dopo. Dicono che la politica non si fa con le spallate. Va bene, finché il tema è la politica. Ma qui il tema dell'indignazione non è politico. L'indignazione è principalmente contro l'esibizione muscolare del denaro. Chi è ricco può comprarsi tutto? Chi è ricco può avere tutto? Avete sentito anche in tv gente dire con convinta serietà che il vecchio milionario con i soldi suoi può fare quello che gli pare. Comprare. Comprare. Comandare. Comandare con i soldi. Tiriamolo via prima che per servitù, per stoltezza, per dimenticanza storica questa convinzione propria del vecchio milionario e di alcuni altri si diffonda ulteriormente e faccia tornare indietro la nostra società. Indietro indietro: al tempo che chi era padrone dei campi era anche padrone delle giovani mogli dei suoi fittavoli; al tempo in cui se non avevi abbastanza soldi non potevi fare neppure il consigliere comunale. |
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| 1 febbraio 2011 | |
| Non sono un "lusso" che una società può permettersi solo quando "avanza" un po' della sua ricchezza I servizi sociali sono il motore dello sviluppo (anche in tempo di crisi) La scarsità di risorse finanziarie attuali non può farci rinunciare alla progettualità Il bilancio della Regione Veneto si è improvvisamente "ristretto". A cascata, i bilanci dei Comuni appaiono "scorticati". C'è dunque da temere per i servizi sociali, cioè per i servizi che riguardano più direttamente la vita di persone che per età, fatalità, malattia, condizioni economiche sono più fragili di altre. A chi - per compito istituzionale o per scelta volontaria - si dedica ad una di queste situazioni viene naturale cercare di "difendere" almeno la situazione attuale, di evitare che i "tagli" affondino nella carne viva delle persone. Così ragionando, però, si rischia di avallare l'idea che i servizi sociali siano un "lusso" che una società può permettersi solo quando "avanza" un po' della sua ricchezza. È un'idea falsa. I servizi sociali non sono il risultato dello sviluppo, ma il motore dello sviluppo. Grazie ai servizi sociali si "mettono in corsa" più persone: più bambini, più anziani e le loro famiglie, più mamme... E più persone corrono, più veloce va la società e più in fretta si esce tutti insieme dalla crisi. Anche da questa pesante crisi finanziaria locale e globale. |
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| 2 gennaio 2011 | |
| Buoni risultati degli esami cui con periodica costanza l'IRA si sottopone I familiari sempre più coinvolti nella vita dei loro anziani Certificazione di qualità anche per le attività motorie Hanno dato buoni risultati gli esami cui con periodica costanza l'IRA si sottopone. Nell'ultima parte del 2010 l'Istituto di Riposo per Anziani di Padova ha richiesto una valutazione sia ai propri utenti (le persone anziane che ci vivono e i loro familiari) sia al certificatore del proprio Sistema Qualità. Sia le assemblee dei familiari, sia l'ispezione dell'ente certificatore hanno dato un "buon voto" al servizio dell'IRA. I familiari hanno confermato che all'IRA la longevità è non solo protetta, ma in non poche situazioni rafforzata e migliorata. Il certificatore della Qualità non ha rilevato nessuna "non conformità" (come si definisce il termine tecnico la non completa rispondenza tra gli impegni con gli utenti e il servizio erogato). L'impegno dell'IRA è non solo di essere "a norma" secondo le leggi e le circolari, ma di essere all'altezza delle esigenze delle persone che ci vivono. A questo soprattutto mirano gli "esami" con i familiari e quelli per il Sistema Qualità. |
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| 3 ottobre 2010 | |
| Spunti per il Piano di Zona 2011-2015 dell'Ulss 16 di Padova Il Sistema civico di Protezione della Longevità L'obiettivo è il mantenimento delle persone di grande età nella propria abitazione e in una rete prevalentemente familiare Il "piano regolatore dei servizi sociali" per il quinquennio 2011-2015 nella grande Ulss 16 di Padova (oltre all'area metropolitana comprende dal 2010 anche la Saccisica) sta nascendo con una condivisione limitatissima. Si perde una grande occasione di riflessione collettiva su quale welfare sia possibile organizzare nel terzo millennio. La crisi globale, con la ridiscussione di modelli sociali fino a ieri solidificati nella società, interroga anche su questo. Ma sono domande che per ora a Padova non troveranno risposta. L'impegno - almeno quello dichiarato - è rimediare l'anno prossimo. E allora comincio subito - ora per allora - a mettere sul tavolo qualche idea per la vecchiaia in vista della costruzione progressiva di un Sistema civico di Protezione della Longevità, che ha come obiettivo il mantenimento delle persone di grande età nella propria abitazione e in una rete prevalentemente familiare. La sistemazione residenziale è il più a lungo possibile posticipata. I Centri Servizi per anziani non autosufficienti entrano a pieno titolo nel Sistema in quanto attrezzati per fornire servizi sia temporanei sia a più elevato contenuto sanitario. |
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| 26 settembre 2010 | |
| Pregi professionali e ricchezze affettive
delle persone che lavorano all'IRA I Maestri di longevità Competenze che possono essere applicate anche nella cura domiciliare La Festa del Lavoro all'IRA è stata incentrata sul "modello" professionale per l'accoglienza e la cura delle persone anziane che viene praticato e costantemente aggiornato da chi lavora all'Istituto di Riposo per Anziani di Padova. La dedizione personale è infatti prima di tutto conoscenza, professionalità, aggiornamento: doti che nel tempo diventano appunto un "modello". L'ambizione che ha animato la Festa di quest'anno è stata di condividere il modello assistenziale dell'IRA anche fuori dell'Istituto. Quello che i lavoratori dell'IRA sanno fare è infatti prezioso anche in altre forme di sostegno ed accompagnamento delle persone di grande età. L'impegno che molte famiglie dedicano ai loro cari anziani rischia infatti di essere in alcune situazioni non affrontabile proprio perché sono insufficienti sia le conoscenze che l'esperienza. I lavoratori dell'IRA possono essere quei "maestri di Longevità" di cui la società ha bisogno. |
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| 25 luglio 2010 | |
| Una buona notizia per tutta la società Abbiamo cominciato a vivere meglio la vita che si allunga Uno dei dati pubblicati dal "Rapporto sulla non autosufficienza in Italia 2010" Non solo viviamo più a lungo, ma abbiamo cominciato a vivere meglio la vecchiaia. In dieci anni ilo numero di anziani non autosufficienti è certamente aumentato in cifra assoluta, ma il tasso di non-autosufficienza per età è diminuito di un punto percentuale. Poiché questa cifra è il risultato dei progressi della scienza e della qualità della vita, è prevedibile che il tasso di miglioramento della condizione di salute nella vecchiaia acceleri nei prossimi anni almeno fino a pareggiare il ritmo del tasso di incremento dell'età media. È certamente una notizia buona per le persone che si aspettano di vivere a lungo, ma che sperano di poterlo fare in buona salute, tanto che spesso l'augurio di salute (specie mentale) supera l'augurio di vita È certamente una buona notizia anche per le famiglie, considerati che secondo un'indagine dell'Istat sono due milioni le persone anziani disabili che vivono in famiglia. |
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| 24 gennaio 2010 | |
| A Padova con la frequenza a Casa Famiglia Gidoni L'anziano cambia programma: non della tv ma della propria giornata Il centro diurno attivato dall'IRA ha intercettato un diffuso bisogno di libertà Nel corso del mese di dicembre il Centro Diurno Casa Famiglia Gidoni ha messo insieme 648 "giorni liberi". Si tratta delle giornate che 48 anziani hanno complessivamente trascorso nella nuova struttura che l'Istituto di Riposo per Anziani ha aperto nel quartiere padovano di Terranegra. "Giorni liberi" è il filo conduttore del Progetto di ospitalità che l'RA ha studiato e poi realizzato per ampliare e diversificare le risposte alla vita delle famiglie che comprendono persone anziane. Tutti i componenti della famiglia hanno vissuto "giorni liberi". Per alcuni giorni la settimana l'anziano non autosufficiente si "libera" della monotonia: cambia programma non della tv ma della giornata, cambia relazioni, cambia discorsi, cambia alimentazione, cambia luoghi anche attraverso il "giro" in pulmino. Anche i familiari di questi anziani hanno avuto "giorni liberi": liberi dalla preoccupazione per la sicurezza dei loro cari, liberi dall'incombere delle prestazioni, liberi di organizzare alcuni spazi e tempi della loro settimana. |
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10 febbraio 2011 Redazione Euganeo.it |
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