IDEE
E FATTI
DI

            











 



 




di Tino Bedin
Ci salverà
  non un confine
  ma uno spazio
  in cui convivere

Stragi di democrazia
e stragi di lavoro
nel "silenzio" della mafia

Il processo mimetico della criminalità organizzata sta producendo nell'opinione pubblica una "abitudine"

È silenziosa la mafia. Così silenziosa che non solo in Sicilia, ma anche altrove in Italia - a Roma come in Veneto - sono in pochi che la vedono. Non uccide più, non organizza più attentati. È passato un quarto di secolo dalle stragi organizzate dalla mafia per fermare con il tritolo prima il giudice Falcone poi il giudice Borsellino: è storia, è doverosa commemorazione; non è più l'attualità.
Parla, però, la mafia. Parla nelle amministrazioni comunali; parla nei consigli di amministrazione delle aziende; parla in tedesco e in inglese, in spagnolo e in russo. Parla e si fa ascoltare al Nord e al Sud; nei paesi di Sicilia, Calabria, Campania e nelle grandi città europee ed americane.
Sono parole che feriscono istituzioni ed economia, democrazia e globalizzazione. Spesso sono ferite mortali, perché istituzioni decadono e aziende falliscono. Stragi di democrazia e stragi di lavoro segnano gli anni del "silenzio" della mafia.

La Dottrina
  si fa Pastorale
  con parole
  quotidiane

Il Fronte
dei Diseguali
blocca
i conservatori

Un giornalista
di Lendinara
in Sicilia
a fine Ottocento

Aveva
la buona semente
della
dottrina sociale

La concretezza
del pane
nella lotta
alla povertà

Far partecipare
tutti gli iscritti
alla scelta
degli organi del PD

"Demos
el primer paso"
fuori dal passato
che non passa

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Giorni di Natale
Luce che rischiara
la ricerca della pace
e del bene comune

rassegna stampa


Il 4 marzo
Proviamo a votare
come se
splendesse il sole

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Redazione
Euganeo.it
Aggiornamento
13 febbraio 2018
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