IDEE
E FATTI
DI

            











 



 




di Tino Bedin
Una condizione
  esistenziale
  utilizzata
  come insulto

Il Sessantotto
non è un anno
ma un tempo

Dopo mezzo secolo non genera solo ricordi; suscita piuttosto discussioni

L'urlo ritmato era insieme minaccioso e speranzoso: "Ce n'est / qu'un début, / continuons le / combat". Se lo sentivano ripetere i parigini nel maggio di cinquant'anni fa: "Quello cui state assistendo non è che l'inizio, noi continueremo a combattere". Quello che nel 1968 vedevano e sentivano i parigini dal vivo e tutto il mondo in tv erano dimostrazioni studentesche con tanto di barricate.
Il Sessantotto era cominciato da tempo e neppure a Parigi. E non continuò a lungo la lotta studentesca: né a Parigi né altrove; a Parigi meno che altrove.
Dura però il Sessantotto, forse perché non è un anno ma un tempo. Per questo a mezzo secolo di distanza non genera solo ricordi; suscita piuttosto discussioni. Significa che le esigenze di cui il movimento studentesco globale si stava allora facendo interprete erano profondamente concrete, contemporanee, non velleitarie.

Stragi
  di democrazia
  nel silenzio
  della mafia

La Dottrina
si fa Pastorale
con parole
quotidiane

Candidati PD:
con la ripresa
scuola e lavoro
si incontreranno

Ci salverà
non un confine
ma uno spazio
in cui convivere

Nelle liste
l'affidabilità del PD
e della sua
coalizione

Tre scelte
per l'Italia
con un solo segno
sulla scheda

I padri fondatori
padovani:
il programma PD
l'unico credibile

diario
Programma PD
Lavoro e famiglia
le due risorse
della nuova Italia

rassegna stampa


In Parlamento
La maggioranza
euroscettica
degli italiani

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Redazione
Euganeo.it
Aggiornamento
9 ottobre 2018
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