IDEE
E FATTI
DI

            











 



 




di Tino Bedin
Nella pandemia
  si specchiano
  la Terra
  e la Merce

Il popolo è insostituibile
nelle
celebrazioni religiose

L'insistente catechesi di Papa Francesco sui rischi del clericalismo

In chiesa non basta essere spettatori. Il santo popolo di Dio non è uno spettatore che sta davanti o dietro le telecamere; è invece un soggetto insostituibile della celebrazione. L'esperienza del confinamento è stata illuminante di questa natura del popolo di Dio. Mi è sembrata appropriata un'osservazione sull'uso di internet fatta proprio nelle settimane della chiusura delle celebrazioni da padre Ermes Ronchi, "Non si tratta di mettere online un'ulteriore messa, o ripetere una di quelle celebrazioni che si son sempre fatte, per illuderci che il filo non si spezza. Chissà, magari un rito con queste modalità potrebbe perfino rafforzare l'idea di una separazione tra chi presiede e l'assemblea che celebra, in sostanza che non rafforzi il clericalismo e trasmetta la sensazione che in fondo se ne può benissimo fare a meno".
Leggendola allora, ho pensato che il clericalismo deve essere un virus potentissimo, se riesce anche ad attecchire in internet e a modificare buone intenzioni ed entusiasmi. E internet non era l'unico "focolaio" nei giorni del confinamento.

Centrosinistra:
  anche
  Nanni Moretti
  si era sbagliato

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di accompagnare
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Redazione
Euganeo.it
Aggiornamento
29 settembre 2020
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