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di Tino Bedin
La guerra
  nome per nome
  in un'epigrafe
  collettiva

Il Popolarismo:
dentro una storia e capace
di storia nuova

Un secolo dopo, quell'aggettivo "popolari" è ancora adatto all'attualità

Populisti. Popolari. Non c'è un solo modo di declinare la parola Popolo. Già questo rende attuale il centenario della nascita del Partito Popolare Italiano. Era in 18 gennaio 1919, giusto un secolo fa, quando con un appello A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini supremi della patria iniziava ufficialmente l'attività un partito nuovo per l'Italia, il cui segretario politico era un prete, Don Luigi Sturzo.
Dentro una storia e capace di storia nuova, il popolarismo sturziano è un passaggio fondamentale che ha consentito di superare l'antica frattura tra la Chiesa e lo Stato moderno. Il Partito Popolare dura poco, appena sei anni: nel 1926 viene sciolto dal fascismo. Eppure ancor oggi, un secolo dopo, quell'aggettivo "popolari" risulta adatto all'attualità della società italiana e alla sua ricerca di futuro.

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Redazione
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Aggiornamento
29 maggio 2019
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