VECCHIAIA

Un'idea lanciata alla conferenza
"Adattare le città europee alla popolazione che invecchia"

Silver Deal, l'Europa guarda agli anni d'argento
L'esperta del programma europeo ACPA ha proposto
che l'Unione europea crei un contenitore di iniziative per la terza età
simile al Green Deal per la sostenibilità

di Mariangela Ballo

Non ci sarà solo il Green Deal nell'Unione europea nei prossimi anni, ma anche un Silver Deal, cioè un piano per l'età d'argento accanto a quello che, con il colore verde, mira a rendere sostenibile l'economia europea. Se nel 2050 si vuole che non siano più generate emissioni di gas serra, che la crescita economica sia dissociata dall'uso delle risorse e che nessuna persona e nessun luogo sia trascurato, altrettanto sarà necessario unire le forze per rendere i territori "amici" delle persone anziane. Infatti L'Organizzazione mondiale della sanità stima che nel 2050 in Europa le persone con più di 65 anni saranno il 38 per cento, tre volte quelle del 1995, e per questo ha lanciato per gli anni 2020-2030 il programma "Decennio dell'invecchiamento in salute"di cui un punto è rendere le città e le comunità a misura di anziano.
"Che ne dite se trasformiamo il problema della vecchiaia in una opportunità e lanciamo un Silver Deal proprio come il Green Deal?". Così ha detto Piera Petruzzi, esperta del programma europeo ACPA (Adapting European Cities to Population Ageing) condotto da Espon (un organismo europeo di studi territoriali) su richiesta di un gruppo di città europee (nessuna italiana, però), per ricercare i modi e i mezzi di consentire agli anziani di continuare a vivere bene nel loro ambiente. E l'idea di vivere bene non riguarda solo la salute, anche l'attività mentale e l'inclusione sociale. La tecnologia si presenta come una grande alleata, ma prima di tutto occorre il coinvolgimento e la partecipazione delle altre età.

Le indicazioni. Questo azzardo è stato lanciato il 30 novembre scorso, nel discorso di apertura della conferenza sull'invecchiamento, dal titolo "Adattare le città europee alla popolazione che invecchia", ed è stata condivisa da tutti i partecipanti.
Quali indicazioni sono uscite da questa conferenza? Eccole, divise per campo d'azione.
Spazi esterni e edifici. Eliminare le barriere esterne, non solo quelle materiali, ma anche di tipo sociale e cognitivo.
Trasporti. Creare soluzioni specifiche per portare gli anziani dove non arriva il trasporto pubblico, compreso il personale di assistenza.
Abitazioni. Ottimizzazione degli immobili residenziali e coabitazione nello stesso immobile di anziani e studenti.
Partecipazione sociale. Una piattaforma di discussione della vecchiaia - compresi gli argomenti sensibili - accessibile agli anziani.
Rispetto e inclusione sociale. Attività culturali adatte al livello culturale, e diversificato, degli anziani.
Partecipazione civile e impiego. Coinvolgimento degli anziani nella progettazione e realizzazione di attività.
Contatti e informazioni. Un progetto che comprenda varie cose: apprendimento di tecnologie digitali, scambio di esperienze e considerazione da parte della municipalità.
Comunità amica e servizi sanitari. Fare in modo che gli anziani siano circondati da persone, e che queste, specialmente i volontari, non sentano il peso di questo servizio.

Le questioni. Realizzare questi obiettivi in ambiente urbano pone delle domande su come fare, specialmente in zone povere, con persone sole o immigrati, ancor più in tempo di Coronavirus. Durante la conferenza un relatore ha dato a coloro che si occuperanno dell'invecchiamento urbano il suggerimento di considerare alcune questioni: le città, che sono un luogo di successo economico, sono in grado di integrare gli anziani? Come affrontare le disuguaglianze sociali e di diritti che si riscontrano nelle città? Quali forme di governo sono più adatte? Dopo il Coronavirus possono gli anziani essere più presenti nella progettazione del futuro?
È un programma che va bene dappertutto.

1 dicembre 2020

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