VECCHIAIA
A Padova con la frequenza a Casa Famiglia Gidoni
L'anziano cambia programma:
non della tv ma della propria giornata

Il centro diurno attivato dall'IRA ha intercettato un diffuso bisogno di libertà


di Tino Bedin

Nel corso del mese di dicembre il Centro Diurno Casa Famiglia Gidoni ha messo insieme 648 "giorni liberi". Si tratta delle giornate che 48 anziani hanno complessivamente trascorso nella nuova struttura che l'Istituto di Riposo per Anziani ha aperto nel quartiere padovano di Terranegra.
"Giorni liberi" è il filo conduttore del Progetto di ospitalità che l'RA ha studiato e poi realizzato per ampliare e diversificare le risposte alla vita delle famiglie che comprendono persone anziane. Le cifre che ho citate all'inizio sono appunto vita. Esse significano che ogni giorno in media 27 famiglie hanno vista accresciuta la qualità della vita dei loro componenti.
Tutti i componenti della famiglia hanno vissuto "giorni liberi".
Gli anziani innanzi tutto: secondo un progetto esistenziale cui collabora in prima persona il medico di famiglia, per alcuni giorni la settimana l'anziano non autosufficiente si "libera" della monotonia: cambia programma non della tv ma della giornata, cambia relazioni, cambia discorsi, cambia alimentazione, cambia luoghi anche attraverso il "giro" in pulmino. Non è un caso che la vita di relazione sia la componente più apprezzata delle persone che trascorrono la loro giornata a Casa Famiglia Gidoni.
Anche i familiari di questi anziani hanno avuto "giorni liberi": liberi dalla preoccupazione per la sicurezza dei loro cari, liberi dall'incombere delle prestazioni, liberi di organizzare alcuni spazi e tempi della loro settimana. Si tratta di una risorsa esistenziale straordinaria e ce l'hanno personalmente confermato, sia in gruppo che individualmente.
C'era evidente attesa per questa duplice libertà: lo conferma il fatto che il Progetto "Giorni liberi" è stato accelerato dalle stesse famiglie, che con il loro gradimento hanno anticipato le tappe di realizzazione. Nel 2010 il Centro diurno esce così dalla fase progettuale e diventa un'attività stabile e complementare dell'Istituto di Riposo per Anziani.
La disponibilità e l'incentivo da parte dell'IRA a far frequentare Casa Gidoni anche solo qualche giorno durante la settimana hanno certamente contribuito al gradimento ed intendiamo continuare con questa organizzazione, che comprende anche l'apertura di sabato.
Al centro di questi "giorni liberi" restano infatti la propria casa, la propria famiglia, il proprio ambiente. La libertà dal bisogno assistenziale non ha il costo del distacco, che nelle situazioni più compromesse bisogna pagare.
Lo si è sottolineato nel corso del mese di dicembre che a Casa Famiglia Gidoni è stato un mese speciale perché ha segnato il primo anno di attività del Centro diurno.
Abbiamo cominciato proprio il primo giorno del mese, anniversario dell'apertura: giorno di bilancio, quindi, e di prospettive. Il primo invito lo abbiamo fatto alle persone di istituzioni che con l'IRA rendono possibile l'attività del Centro diurno: l'Ulss, sia in proprio che come strumento della programmazione regionale, il Comune di Padova, che attraverso i Servizi sociali sostiene economicamente alcune presenze; la Conferenza dei sindaci dell'Ulss che programma i servizi socio-sanitari nel territorio. Abbiamo condiviso con loro la soddisfazione del successo del Centro ed anche l'impegno a consolidarlo mese dopo mese con ulteriori servizi sia interni che esterni al centro.
Il pomeriggio dello stesso giorno è stato invece il momento della "festa di compleanno" con i frequentanti, i loro familiari, il personale (decisivo nel successo e al quale vanno ringraziamenti e congratulazioni per la professionalità), gli anziani che abitano negli alloggi dell'IRA che si affacciano sulla stessa piazza in cui opera il Centro. Appunto una festa di famiglia, che ha avuto un simbolo: il "Calendario di Casa Gidoni 2010" che è stato realizzato con le illustrazioni disegnate dagli frequentanti nell'ambito delle attività di relazione e di vivacizzazione.
Oltre a disegno e pittura, un'altra di questa attività di vivacizzazione assai gradita è stata la confezione delle Pigotte per l'Unicef: una tradizione all'IRA che è subito attecchita a Casa Gidoni. Venerdì 11 dicembre è stata organizzata la mostra delle bambole di pezza cucite a Casa Gidoni, con l'attività di donne che di uomini.
A Casa Gidoni ovviamente dicembre ha portato anche le feste natalizie, anticipando quanto ognuno avrebbe poi vissuto a casa. O magari non avrebbe potuto vivere: come la Santa Messa di Natale, ad esempio, cui non tutti avrebbero partecipato nella loro parrocchia per difficoltà fisiche. È venuto Don Roberto, il parroco dell'Internato Ignoto, il 24 dicembre a celebrare la Santa Messa di Natale: i presenti si erano ben preparati con l'educatrice del Centro ad accompagnare il rito con i loro canti.
Infine alla vigilia dell'ultimo dell'anno, il 30 dicembre, il pranzo d'auguri: gli anziani hanno avuto come loro ospiti un bel gruppo di familiari e tutte le persone dell'IRA che direttamente si occupano di Casa Gidoni. Insieme per augurare Buon Anno e ancora tanti "giorni liberi" alle famiglie padovane con un anziano.

24 gennaio 2010


26 gennaio 2010
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Tino Bedin