SICUREZZA E DIFESA

La Camera dei deputati approva la mozione del PD:
dimezzati gli aerei F-35

Con i soldi dei cacciabombardieri
si finanzierà la Scuola

Un impegno preso da Pierluigi Bersani nella campagna elettore del 2013 - L'Italia si chiama fuori anche dalla logica della nuova Guerra Fredda

di Tino Bedin

La pace non fa proprio notizia. Non riesce a "bucare" il teleschermo neppure in tempi insicuri e dolorosi come quelli che stiamo vivendo.
La settimana parlamentare ha tenuto banco in tv e sui giornali per l'attacco allo Statuto dei lavoratori e per le conseguenti discussioni dentro il Partito Democratico (oltre al solito contorno di polemiche che nascono a mezzogiorno sulle agenzie e finiscono in tv a mezzanotte). Mentre il Senato attira tutta l'attenzione, la Camera dei deputati prende una decisione importante in tema di armamenti, guadagnandosi un titolo di giornale per un giorno, nessun dibattito tv e scarsissimi commenti. Eppure la materia è di quelle che coinvolgono l'opinione pubblica: il voto della Camera riguarda infatti i cacciabombardieri F-35 prodotti dall'americana Lockheed.

La mozione. Il gruppo parlamentare del Partito Democratico, attraverso il deputato Gian Piero Scanu ha presentato alla Camera una mozione in base alla quale il governo dovrà riesaminare l'intero programma di acquisto dei cacciabombardieri con "l'obiettivo finale di dimezzare il budget originario". Invece di 12 miliardi di euro, il governo ne potrà spendere 6, sempre in dieci anni.
La Camera ha approvato la mozione. Di più: il governo non si è limitato a "rimettersi al Parlamento" (come fa quando deve ingoiare un rospo); il governo ha dato parere favorevole alla mozione e il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha spiegato che "anche gli investimenti per gli armamenti devono essere fatti ragionando sulla compatibilità finanziaria e sui possibili ritorni". Spiegazione che il ministro Pinotti ha offerta contestualmente al voto ma non alla Camera ma all'aeroporto militare di Pratica di Mare, dove aveva un incontro con i comandanti dell'Aeronautica, cioè con i destinatari del dimezzamento dei cacciabombardieri F-35.
C'è da dire che i militari hanno colto il lato positivo… del taglio: cioè che almeno metà del programma va avanti. Si tratta di un programma che partito con 131 velivoli. Poi ne sono stati tagliati una prima quarantina ed erano stati ridotti a 90 fino alla votazione di mercoledì 24 settembre. Ora ne restano circa 45: il numero esatto dipenderà dal prezzo, che non è per niente fisso. Basti pensare che quando l'Italia ha aderito il preventivo era di 80 milioni di dollari per ogni cacciabombardiere. Ora la variante più completa di un F-35 costa poco meno di 140 milioni di dollari a velivolo.

Il significato. Una mozione non è una legge, certo; tuttavia il futuro degli F-35 in Italia è comunque legato ad un voto sul finanziamento e questo voto è di competenza del Parlamento e difficilmente l'attuale Camera dei Deputati cambierà idea.
Alla Camera il Partito Democratico ha la maggioranza assoluta, conquistata con la guida e il programma di Pierluigi Bersani. E personalmente Bersani ha preso un impegno con gli italiani nel gennaio del 2013, in campagna elettorale: "Nell'ambito delle spese militari bisogna assolutamente rivedere il nostro impegno per gli F-35. La nostra priorità non sono i caccia, la nostra priorità è il lavoro". I deputati del Partito Democratico stanno onorando quell'impegno elettorale.
Il voto del 24 settembre alla Camera ha innanzi tutto questo significato, cui se ne aggiunge di conseguenza un altro, altrettanto rassicurante per i cittadini: "Per la prima volta viene sancito un principio importante: la decisione sulla spesa per la scelta e l'acquisto di nuovi sistemi d'arma compete al parlamento e non al governo, esattamente ciò che in Italia non è stato fatto negli ultimi trent'anni". Ho volentieri utilizzato la descrizione del deputato Gian Piero Scanu, promotore della mozione. Per i cittadini è una buona notizia, perché sanno che possono chiedere conto ai loro rappresentanti anche di una materia che non è più un'esclusiva degli Stati Maggiori e del Consiglio supremo di Difesa.
Il dimezzamento della spesa italiana per i cacciabombardieri della Lockheed ha un terzo significato di carattere più generale: esso è stato proposto dal Partito Democratico in un momento particolarmente teso dei rapporti internazionali, mentre la guerra civile ucraina è stata presa a pretesto per un ritorno alla Guerra Fredda, tanto che la Nato sta spingendo gli Stati membri ad aumentare le spese per gli arsenali militari. L'Italia - che pure ha sottoscritto la scorciatoia delle autolesioniste sanzioni economiche contro la Russia - manda con questo voto un bel segnale al resto della Nato: il nostro futuro non è negli armamenti.

I prossimi passi. Proprio grazie a questa mozione, il governo prima e il parlamento poi hanno una buona occasione per segnalare quale è invece il futuro dell'Italia.
La imminente legge di stabilità per il 2015 potrà infatti contare sulle risorse finanziarie prima bloccate per l'acquisto degli F-35. I tecnici del bilancio dello Stato hanno calcolato che la "rata annuale" di questo acquisto che si risparmierà nel prossimo anni sarà attorno ai 400 milioni di euro. Sarà importante che si curi che questo risparmio non venga redistribuito nel settore della Difesa, ma abbia una destinazione straordinaria di valore sociale, anno dopo anno: 600 milioni per la scuola, ad esempio. E deve essere scritto chiaro nel bilancio dello Stato per il 2015 e intanto per tutto il triennio, in modo che non si torni indietro.
Durante la scrittura ed il perfezionamento parlamentare della Legge di Stabilità dovrà essere presentato al parlamento anche un aggiornato Libro bianco sulla Difesa: il ministro Roberta Pinotti ha previsto di consegnarlo entro dicembre. In quella sede, l'intero programma dei cacciabombardieri F-35 potrà essere rivalutato, sulla base delle condizioni del bilancio dello Stato (e dei bilanci delle famiglie), ma anche sulla base dell'evoluzione delle esigenze di difesa.
Sull'altro fronte di insicurezza internazionale, in questo caso un fronte tragicamente caldo, quello dell'Isis in Iraq, gli Stati Uniti stanno utilizzando gli aerei senza pilota, i droni. I sistema d'arma quindi si evolvono. La velocità di questa evoluzione è una realtà di cui il parlamento italiano dovrà tenere conto nella discussione del Libro bianco.

28 settembre 2014


16 ottobre 2014
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Tino Bedin