Libertà e pandemia
IN DIALOGO TRA CITTADINI

Conselve (Padova), 14 settembre 2020

Quando la pandemia sarà sotto controllo dovremo aggiornare anche la filosofia
Non è vero che "la mia libertà finisce dove comincia quella dell'altro"
E la "globalizzazione" del coronavirus mostra che gli "interessi nazionali" sono illusori

Caro Bedin,
ce lo portiamo dietro dagli anni del liceo, quando il professore di Filosofia, spiegandoci Immanuel Kant, ci insegnava il principio "La mia libertà finisce dove comincia quella dell'altro". Ci pareva un buon principio, e non solo a noi, se anche Martin Luther King l'ha adottato e contribuito a diffonderlo.
Più avanti negli anni, il capitalismo, dopo aver vinto non solo in economia ma anche in cultura, ci insegnava e praticava il principio: "La mia vita dipende solo ed esclusivamente da me". I nuovi eroi sono diventati quelli che si erano "fatti da sé" (o che tali si presentavano).
In questi mesi di pandemia abbiamo, invece, chiamato "eroi" persone che hanno strettamente legato la loro vita a quella degli altri: penso agli operatori sanitari che mettono a disposizione generosamente tutta la loro professionalità e tutte le loro energie per alleviare le sofferenze dei malati e l'angoscia dei familiari.
I comportamenti resi necessari dal Covid-19 hanno poi reso evidente che le singole libertà si intrecciano strettamente, limitandosi apparentemente, ma per liberarci collettivamente da vincoli comuni.
Se avremo voglia, dunque, quando la pandemia sarà sotto controllo avremo buoni motivi per aggiornare anche la filosofia e non solo la sanità.

Claudio Vazzola

Commenta Tino Bedin

Le stimolanti considerazioni di Claudio Vazzola valgono anche sul piano politico ed in particolare dei rapporti all'interno dell'Unione Europea e dei rapporti internazionali.
La "globalizzazione" del coronavirus rende ogni giorno evidente quanto sia illusoria la proposta politica di chi cerca voti in nome di "interessi nazionali". In questo primo ventennio di secolo le opinioni pubbliche democratiche sono state spinte a chiudersi in se stesse al punto che una delle società più aperte e potenti ha eletto a presidente Donald Trump nel nome di "America first". Ora sarà certo difficile ricostruire una collaborazione effettiva ed un efficace coordinamento che la globalità della salute ha mostrato essere indispensabili. Sarà anche questo un buon esercizio di novità dopo la pandemia.

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Tino Bedin