VENETO

RASSEGNA STAMPA

Il Mattino di Padova
17 febbraio 2015
Eleonora Vallin

Oltre 1.320 aziende sono state costrette a portare i libri in tribunale nel 2014
Record di fallimenti: in Veneto persi 15.000 posti
De Bernardis: "Ma c'è un ritrovato ottimismo, calano le liquidazioni volontarie"

VENEZIA Dal 2008 sono fallite in Italia oltre 82mila imprese, prevalentemente di piccole dimensioni. In queste aziende lavoravano quasi un milione di addetti. Il 2014 è stato l'anno record: sono arrivate oltre quota 15mila le società che hanno chiuso i battenti per fallimento (+10,7% sul 2013). Ma si arriva a 104mila aggiungendo le procedure concorsuali non fallimentari e le liquidazioni volontarie. Un dato tuttavia in controtendenza, quello aggregato, sui valori massimi del 2013 (-3,5%) causa la forte diminuzione delle procedure non fallimentari (-16,4% sul 2013) legata al netto calo dei concordati preventivi (-20%), e delle liquidazioni volontarie (-5,3%).
Il picco negativo dei fallimenti lo toccano 11 regioni italiane. Tra queste anche il Veneto che conta 1.324 fallimenti nel 2014, il massimo dal 2001. Erano 1.265 nel 2013, +4,7%. Scendono invece in percentuale gli occupati veneti coinvolti nelle procedure di fallimento, sintomo che si è ridotta la dimensione media delle imprese che hanno portato i libri in tribunale. A casa nel 2014 sono rimasti in 15.078 mentre erano 17.212 nel 2013. Dal 2008 a oggi il Veneto ha perso 88.574 posti di lavoro per fallimenti. Meno 193.998 lavoratori in tutto il Nordest da inizio crisi.
Nello scenario della macro-area il Veneto sconta il dato peggiore ma a livello nazionale è la Lombardia la più colpita: la regione dal 2008 a oggi ha perso 220mila posti. La Lombardia nel solo 2014 ha visto fallire 3.379 imprese (+5,3%). I settori coinvolti sono quelli del terziario (servizi non finanziari e distribuzione) e delle costruzioni (-39mila addetti). In ambito manifatturiero, colpisce il caso del sistema moda dove l'emorragia ha toccato nel 2014 i 9mila posti di lavoro, 7mila nella meccanica.
"L'anno da poco concluso presenta, accanto ad aspetti negativi, anche elementi incoraggianti - commenta Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato Cerved - La crescita record dei fallimenti del 2014 riflette l'onda lunga della crisi; d'altra parte, il calo delle liquidazioni volontarie è il termometro di un ritorno di fiducia da parte degli imprenditori che fa ben sperare per i trimestri a venire".
In linea con il bollettino Cerved, anche Casartigiani denuncia la forte crisi del comparto che sta portando alla cessazione di molte aziende. "Il 2014 è stato un anno nero per le imprese nel Veneto. In regione l'artigianato piange e rischia di scomparire. Il settore è stato eroso nel 2014 con un saldo negativo di 1.747 imprese che hanno chiuso le saracinesche" chiosa Franco Storer, presidente di Casartigiani Veneto. Rispetto alle 8.267 iscritte nel 2014 ci sono state 10.014 che hanno cessato attività: a Belluno 336 ditte artigiane cessate, Padova 1.869, Rovigo 606, Treviso 1.715, Venezia 1.646, Verona 2.115, Vicenza 1727. "L'indagine assume toni ancora più cupi se si considera che moltissime delle 8247 nuove imprese, sono di fatto artigiani che già lavoravano e che hanno deciso di aprire la partita Iva per cogliere le ultime agevolazioni fiscali in dicembre, ma non sono nuovi lavoratori, ne tanto meno nuove professioni" chiude Storer.

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