i-s9-04
Uno del contenuti più significativi del decreto del ministro Rosy Bindi
Interventi per lassistenza agli ammalati in fase terminale per complessivi 460
miliardi nel triennio 1998-2000: questo uno dei più significativi contenuti del decreto
legge presentato dal Ministro della sanità, on. Rosy Bindi. In particolare 310 miliardi
sono destinati alla realizzazione in ogni Regione e Provincia autonoma di almeno una
struttura dedicata allassistenza palliativa e di supporto per i pazienti la cui
patologia non risponde ai trattamenti disponibili.
Altri 150 miliardi a favore delle Regioni, da destinare allassistenza domiciliare,
con particolare riferimento ai pazienti in fase critica.
Altro punto qualificante del decreto- legge è il programma per la realizzazione della
tessera sanitaria informatizzata, per la quale è prevista la spesa di 161 miliardi nel
triennio; infine saranno utilizzati 3.000 miliardi accantonati nella legge Finanziaria
1998 per coprire parzialmente i deficit conseguiti alle maggiori occorrenze determinatesi
nella gestione dei servizi sanitari negli anni 1995, 1996 e 1997.
Intervenendo per dichiarare il voto favorevole del Gruppo del Partito Popolare Italiano,
ho rilevato che il provvedimento dà una risposta concreta ad una grande e urgente domanda
che viene dai cittadini che si trovano in condizioni di estrema debolezza e quindi di più
acuto bisogno di aiuto e di assistenza.
Lintervento del decreto-legge è pienamente coerente con gli obiettivi del Piano
Sanitario Nazionale che richiama lesigenza di prestare "particolare attenzione
alle persone nella fese terminale della vita" e attenzione deve essere dedicata anche
ai loro familiari.
In questi casi una assistenza di buona qualità deve offrire la possibilità di
trascorrere lultima parte della vita in famiglia o, quando questo non è possibile,
in strutture di ricovero adeguate.
Non minore importanza viene riconosciuta nel Piano Sanitario Nazionale alla promozione e
al coordinamento del volontariato di assistenza ai malati terminali. Ma, pur riconoscendo
lalto valore umano e sociale del volontariato, che va certamente promosso e
mantenuto, lo Stato non può addossare ad esso una responsabilità che è anzitutto e
soprattutto sua. Le iniziative previste dal decreto-legge rispondono ad un dovere nei
confronti dei cittadini più deboli, ai quali si deve concretamente far sentire che non
sono lasciati soli nella loro tremenda malattia, ma che attorno a loro lo Stato mette in
atto un circuito di assistenza e di solidarietà come risposta concreta al loro diritto di
concludere la loro assistenza terrena, per quanto più possibile, in condizioni di
serenità.
Quanto agli temi significativi affrontati dal provvedimento va sottolineata la
realizzazione in tutto il Paese di una tessera sanitaria informatizzata, in coerenza con
un impegno assunto già nella Finanziaria 1998 con lobiettivo di porre lItalia
in condizioni paritarie a quelle dei più avanzati Paesi europei, nei quali sono già
presenti e funzionanti oltre 100 milioni di tessere sanitarie.
Una innovazione questa che non va intesa come un mero intervento di contenuto tecnologico,
ma che al contrario potrà dimostrare tutta la propria valenza sostanziale in ogni
occasione in cui il cittadino dovrà ricorrere, specie se durgenza, alle prestazioni
del Servizio Sanitario Nazionale. Basti pensare alla possibilità di superare tutte le
riserve di carattere tecnico-organizzativo, ma anche etico in ordine alla espressione di
volontà o meno circa il prelievo di organi a scopo di trapianto terapeutico, secondo
quanto previsto nel testo approvato lo scorso anno dal Senato e in questi giorni
licenziato dalla Camera dei deputati.
Quanto agli articoli intesi ad aiutare le Regioni a ripianare il debito contratto negli
anni 1996-97, è necessario rilevare lopportunità di evitare erogazioni a pioggia,
ma di rapportarle agli obiettivi della programmazione sanitaria regionale conseguiti.
Perché se è vero che ci sono Regioni con alte percentuali debitorie alle quali
corrisponde peraltro leccellenza delle strutture e dei servizi prestati, è anche
vero che ci sono Regioni con situazioni debitorie magari maggiori alle quali però non
corrisponde adeguato livello dei risultati raggiunti.
Ho confermato il voto favorevole del PPI ad un decreto "che non è una enunciazione
di soli principi o di impegni preannunciati senza punti di riferimento concreti, bensì
una legge che mette in atto iniziative operative intese alla realizzazione di obiettivi
precisi e definiti, sostenendole con finanziamenti quantificati e concretamente
possibili".
| 11
giugno 1999 webmaster@euganeo.it |
il
collegio senatoriale di Tino Bedin |