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La lotta contro il doping nello sport
E allordine del giorno della Commissione igiene e sanità del Senato il
tema della "Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta
contro il doping". Il senatore Severino Lavagnini vicepresidente vicario del Gruppo
Popolare e primo firmatario di uno dei disegni di legge, ritiene che obiettivo centrale
del testo in esame debba essere, in generale, la tutela della salute dei cittadini nello
svolgimento dell'attività sportiva, piuttosto che la disciplina delle attività
agonistiche degli atleti professionisti. In tale prospettiva a suo giudizio, è possibile
varare una buona normativa che in qualche misura prescinda dagli specifici problemi del
CONI, evitando così le indebite interferenze che possono derivarne. Una volta approvato
un provvedimento legislativo di carattere generale, il CONI non potrà non adeguarsi.
Il testo unificato rappresenta senza dubbio una buona base di partenza, diretta ad
approntare una serie di interventi amministrativi e penali che abbiano complessivamente
anche un'efficacia preventiva. In particolare del tutto opportuna risulta la scelta di
affidare un ruolo preminente al Comitato nazionale di tutela sanitaria di cui all'articolo
2. Occorre prevedere il divieto di qualsiasi sostanza dopante che possa essere assunta, a
costi relativamente modesti, non solo da atleti professionisti ma anche da semplici
praticanti o sportivi amatoriali; utile sembra altresì individuare una disciplina
peculiare per il soggetto tossicodipendente che svolga attività sportiva.
Il senatore Lavagnini ricorda da ultimo che già un anno e mezzo fa, tramite una
interrogazione da lui presentata, aveva rilevato che ben diciassette Federazioni sportive
avevano mancato di recepire la normativa antidoping; la posizione all'epoca assunta
dal CONI fu che si trattava di un problema di pertinenza delle Federazioni.
| 2/1/1999 webmaster@euganeo.it |
il
collegio senatoriale di Tino Bedin |