i-s12-03
Prossima la conclusione alla Commissione del Senato
di Gerardo Agostini
Da tempo si avvertiva la necessità di procedere ad una riorganizzazione del settore
sanitario militare, onde poter disporre delle professionalità e delle strutture
indispensabili per soddisfare le esigenze che la nuova situazione operativa, in campo
nazionale come in quello internazionale, impone.
Ora, finalmente, dopo un inizio alquanto stentato, il problema sembra avviarsi a
soluzione, almeno per quanto riguarda il Senato, con la prossima conclusione
dellesame da parte della Commissione Difesa di un apposito disegno di legge.
In qualità di relatore del provvedimento concernente il riordino della Sanità militare
ho, sin dal primo momento, tenuto a sottolineare i principali aspetti qualificanti di
questa necessaria riforma.
Innanzitutto quello dellistituzione del Servizio Sanitario Interforze, inteso come
organismo di sostegno logistico sanitario delle Forze Armate sul territorio nazionale ed
anche allestero nei casi, ormai non infrequenti, di missioni umanitarie in
esecuzione di accordi internazionali, nonché di supporto alle autorità civili in
occasione di pubbliche calamità.
Fermo restando che il Servizio è posto alle dipendenze del Capo di Stato Maggiore della
Difesa, viene conferita una più spiccata autonomia alle singole Forze Armate, ivi
comprese lArma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza, in funzione delle rispettive
specifiche esigenze.
Particolare attenzione è stata riservata, in coerenza con il generale orientamento ad una
maggiore apertura verso la società civile, alle forme di reciproca collaborazione tra la
Sanità militare ed il Servizio Sanitario nazionale, sia attraverso la creazione di un
Reparto di Intervento Rapido, sia con lutilizzo di strutture militari da parte dei
cittadini, sia, infine, tramite la stipula di convenzioni per le esigenze di
qualificazione e di aggiornamento professionali, nonché di studi e ricerche.
Ovviamente, per la realizzazione di quanto sopra delineato occorre procedere alla
rideterminazione dellorganico della Sanità militare, prevedendo il potenziamento
del personale sanitario nella misura massima compatibile con le disponibilità
finanziarie.
Ed è questo uno dei punti prioritari indicati dal provvedimento allesame della
Commissione Difesa del Senato nellarticolo che conferisce delega al Governo per
ladozione, entro sei mesi dallentrata in vigore della legge, di un regolamento
di attuazione.
Ritengo, quindi, che il disegno di legge, nel testo che accingiamo a varare, grazie allo
spirito di fattiva collaborazione che, anche in questa circostanza, ha contraddistinto i
rapporti tra il legislatore e lo Stato Maggiore della Difesa, sia riuscito a contemperare
le varie aspettative ed a fornire una concreta risposta a quanti ritengono indispensabile
ed indilazionabile la riforma di un settore di così rilevante importanza come quello
della Sanità militare.
| 25
febbraio 2000 webmaster@euganeo.it |
il
collegio senatoriale di Tino Bedin |