SCUOLA

ANTOLOGIA

Il Venerdì di Repubblica
17 giugno 2016
Curzio Maltese

Tutti i ragazzi potevano aspirare a migliorare la propria posizione
La Scuola pubblica creava opportunità e crescita
Con i disinvestimenti nell'istruzione
l'Italia è uno dei Paesi più immobili d'Europa

L'Italia è stata per decenni, dal dopoguerra, un esempio europeo di opportunità. Grazie a grandi investimenti di Stato e un ottimo sistema di istruzione pubblica, il figlio di un operaio, di un contadino, di un impiegato poteva aspirare a migliorare la propria posizione sociale ed economica, nonostante il tradizionale familismo. Guarda caso allora eravamo il Paese d'Europa con il maggior livello di crescita economica.
Poi qualcosa è successo. Le élites si sono spaventate per il destino dei propri pargoli, dunque per la sopravvivenza oligarchica, e il sistema è cambiato. Si è disinvestito in istruzione, formazione e, riforma dopo riforma, stravolto il sistema scolastico. Oggi l'Istat certifica che l'Italia è uno dei Paesi più immobili d'Europa e guarda caso siamo diventati la nazione che cresce meno.
Come se ne esce? Non certo importando a casaccio ricette straniere. Per esempio il sistema duale del Nord, l'alternanza scuola lavoro può funzionare bene in Germania, dove l'apparato industriale è moderno, fondato su grandi investimenti, innovazione e ricerca. Mentre in Italia adattare la scuola alle esigenze di un'industria bolsa e a basso livello tecnologico significa creare studenti di serie B, rispetto al resto d'Europa.

Titolo originale: La Scuola pubblica minacciata da chi teme la meritocrazia
Sintesi e titolazione a cura della redazione di Euganeo.it

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