SCUOLA

RASSEGNA STAMPA

Il Gazzettino di Padova
27 marzo 2015
Mauro Giacon

IL PROBLEMA. può saltare per sempre l'integrazione scolastica
L'ALLARME. Cento professionisti contro la Regione: "Mettete i soldi"
LE CONSEGUENZE. Perdita del servizio per i ragazzi con deficit sensoriali

Insegnanti di "sostegno" a rischio per 150 studenti
La nuova legge ha tolto le risorse alla Provincia,
che finanzierà fino al 31 marzo. Da ieri decine di operatori presidiano
il consiglio regionale impegnato nel bilancio

Per dare un'idea delle conseguenze che possono scatenarsi dai tagli alle Province basti questo: da trent'anni l'ente di palazzo Santo Stefano paga 104 operatori per la disabilità sensoriale. Sono partite Iva, dunque collaborazioni, con professionisti che aiutano 150 ragazzi disabili nel loro percorso scolastico. Stiamo parlando di ragazzi sordi, o ipoacustici, ciechi o ipovedenti. La parte più fragile della società. Ebbene questi lavoratori fra poco non saranno più pagati. "La Provincia dall'1 gennaio si è vista togliere le competenze e non può più instaurare rapporto economici diretti con soggetti esterni, anche se ha assicurato di farsene carico fino al 31 marzo" dice una di loro, Santina Freni.
E dopo? La Regione deve attribuirsi le funzioni, ma non decide. Ed è per questo che da ieri una rappresentanza degli operatori sta "assediando" il consiglio regionale. Sono davanti all'aula consiliare e ci rimarranno anche oggi. "Devono discutere il bilancio e approvarlo entro il 31. Ebbene ci hanno assicurato le risorse. Ma se per contrasti dentro la maggioranza non si dovesse arrivare al voto noi non verremo più pagati e i ragazzi resteranno senza aiuto". Della delegazione fanno parte tra gli altri anche Irene Giavatto, Luciana Campisi, Pietro Antoniazzi e Dario Ventura che già hanno manifestato davanti alla sede della Provincia.
Il nodo è che le Province, declassate ad enti di secondo livello, non possono instaurare rapporti economici diretti con soggetti esterni. Secondo la legge, alcune competenze, tra le quali il servizio di integrazione scolastica, vanno recepite dalla Regione la quale, con opportuni emendamenti, dovrebbe decidere se gestire direttamente il servizio per tutto il territorio regionale o affidare la competenza alle varie Provincie assicurando la copertura finanziaria.
"Gli operatori, le famiglie dei ragazzi disabili e le associazioni che si occupano di salvaguardare i loro diritti (Ens, Uici, Fiadda) hanno più volte manifestato il loro disappunto protestando in consiglio regionale e denunciando il palese disinteresse da parte dei consiglieri della maggioranza a trovare una soluzione immediata alla gravissima situazione di Padova ed ignorando la proposta del consigliere di minoranza Sinigaglia di reperire le risorse necessarie dal Fondo Sociale".

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sc-rs-008
27 marzo 2015
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Tino Bedin