| SCUOLA |
| RASSEGNA STAMPA 25 luglio 2014 Piero Formica |
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Nelle aule e nei laboratori di ricerca delle università venete è ancora scarsa la presenza di giovani stranieri
L'attrazione dei talenti Il futuro delle comunità territoriali dipende dalla compenetrazione tra le intelligenze locali e quelle internazionali
La fuga dei cervelli è un dato statistico. La circolazione dei talenti, un'opportunità da cogliere al volo. Nel solo 2103, dal Veneto sono emigrate 8743 persone di cui 2145 tra i 30 e i 40 anni. Se quella dell'espatrio è una lunga linea grigia, quanto ricco è il flusso dei talenti, di quei nomadi della conoscenza che all'abbandono della loro terra preferiscono la mobilità internazionale? È questo un fenomeno da monitorare con cura perché il futuro delle comunità territoriali dipende dalla compenetrazione tra le intelligenze locali e quelle internazionali. Per esempio, quanti sono oggi i giovani veneti che stanno trascorrendo un periodo a San Francisco per poi rientrare in Veneto e creare imprese insieme ad altri conosciuti in quel brodo di cultura, d'imprenditorialità tecnologica e di relazioni sociali che è la Silicon Valley? Purtroppo, non si conosce la portata di quel tratto del fiume dei talenti che scorre nelle terre venete. Eppure, la circolazione dei talenti, similmente a quella del sangue nel corpo umano, è un'opportunità per ridare energia a un organismo imprenditoriale debilitato. Certo, prodotti e servizi delle imprese venete non smettono di correre nella gara del commercio mondiale. Una corsa, però, che nel futuro si potrà vincere allenandosi nella palestra internazionale della mobilità in entrata e in uscita delle persone capaci di coniugare conoscenza e imprenditorialità. Se la circolazione dei talenti è asfittica, la fuga dei cervelli è inevitabile. |
| sc-rs-004 26 luglio 2014 |
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