RASSEGNA STAMPA

Il Gazzettino
3 febbraio 2004
di Roberta Benedetto

ABANO. Il Comune nel bilancio 2004 ha messo 42 mila euro come cifra base (25 mila l'anno scorso) destinati ai cittadini in grave difficoltà
Famiglie disagiate in costante aumento
Chi sono i "nuovi poveri" che ogni giorno bussano alla porta dei servizi sociali per chiedere assistenza

Raddoppiano i contributi erogati dal Comune di Abano destinati a supportare i cittadini in gravi difficoltà economiche. Se nel 2003, infatti, i 25.000 euro stanziati dall'Amministrazione sono "lievitati" fino a 53.000 durante il corso dell'anno per coprire tutte le necessità sorte, nel bilancio del 2004 la cifra base è di ben 42.000 euro. Segno che cresce l'attenzione nei confronti del problema, ma anche, e soprattutto, che è in costante aumento il numero delle famiglie disagiate. I "nuovi poveri" sono in crescita anche in una città ricca come Abano . E' una categoria sociale estremamente variegata rispetto a qualche anno fa, decine di uomini e donne, giovani e meno giovani, lavoratori dipendenti o autonomi, che ogni giorno bussano alla porta dei servizi sociali per chiedere assistenza. Spinti da necessità quotidiane a cui non riescono a far fronte: bollette, affitto, visite mediche: a loro, dopo le opportune verifiche, il Comune assegna un contributo una tantum.

Erogato invece in maniera continuativa a chi è costretto a vivere con meno di 402 euro al mese e cioè il minimo vitale previsto dalla legge nazionale. Un quadro che non è ancora drammatico, ma che comunque desta molta preoccupazione. "Negli ultimi anni la povertà ad Abano - ha spiegato l'assessore ai servizi sociali Dario Verdicchio - ha conosciuto uno scarto sia quantitativo che qualitativo. Sono in diminuzione le famiglie che vivono situazioni di disagio legate a fattori socio-culturali mentre aumentano i casi legati alle nuove povertà ritrovabili soprattutto all'interno del ceto medio della popolazione. Si tratta di nuclei familiari monoreddito, che si reggono su un equilibrio molto precario e che all'insorgere di una necessità improvvisa o di un evento drammatico della loro vita, non riescono ad andare avanti. Sono persone di mezza età che si sono ritrovate senza un lavoro, donne sole con figli a carico che svolgono di solito lavori meno retribuiti e più instabili rispetto agli uomini, anziani. Situazioni di emergenza - ha continuato - alle quali il Welfare locale deve poter far fronte con strumenti adeguati che superino il mero assistenzialismo e che siano piuttosto finalizzati alla ricerca di soluzioni concrete e definitive per chi si trova in difficoltà".

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19 febbraio 2004
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