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| RASSEGNA STAMPA Il Gazzettino di Roberta Benedetto |
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ABANO. Il Comune nel bilancio 2004 ha messo 42 mila euro come cifra base (25 mila l'anno scorso) destinati ai cittadini in grave difficoltà Famiglie disagiate in costante aumento Chi sono i "nuovi poveri" che ogni giorno bussano alla porta dei servizi sociali per chiedere assistenza Raddoppiano i contributi erogati dal Comune di Abano destinati a supportare i cittadini in gravi difficoltà economiche. Se nel 2003, infatti, i 25.000 euro stanziati dall'Amministrazione sono "lievitati" fino a 53.000 durante il corso dell'anno per coprire tutte le necessità sorte, nel bilancio del 2004 la cifra base è di ben 42.000 euro. Segno che cresce l'attenzione nei confronti del problema, ma anche, e soprattutto, che è in costante aumento il numero delle famiglie disagiate. I "nuovi poveri" sono in crescita anche in una città ricca come Abano . E' una categoria sociale estremamente variegata rispetto a qualche anno fa, decine di uomini e donne, giovani e meno giovani, lavoratori dipendenti o autonomi, che ogni giorno bussano alla porta dei servizi sociali per chiedere assistenza. Spinti da necessità quotidiane a cui non riescono a far fronte: bollette, affitto, visite mediche: a loro, dopo le opportune verifiche, il Comune assegna un contributo una tantum. Erogato invece in maniera continuativa a chi è costretto a vivere con meno di 402 euro al mese e cioè il minimo vitale previsto dalla legge nazionale. Un quadro che non è ancora drammatico, ma che comunque desta molta preoccupazione. "Negli ultimi anni la povertà ad Abano - ha spiegato l'assessore ai servizi sociali Dario Verdicchio - ha conosciuto uno scarto sia quantitativo che qualitativo. Sono in diminuzione le famiglie che vivono situazioni di disagio legate a fattori socio-culturali mentre aumentano i casi legati alle nuove povertà ritrovabili soprattutto all'interno del ceto medio della popolazione. Si tratta di nuclei familiari monoreddito, che si reggono su un equilibrio molto precario e che all'insorgere di una necessità improvvisa o di un evento drammatico della loro vita, non riescono ad andare avanti. Sono persone di mezza età che si sono ritrovate senza un lavoro, donne sole con figli a carico che svolgono di solito lavori meno retribuiti e più instabili rispetto agli uomini, anziani. Situazioni di emergenza - ha continuato - alle quali il Welfare locale deve poter far fronte con strumenti adeguati che superino il mero assistenzialismo e che siano piuttosto finalizzati alla ricerca di soluzioni concrete e definitive per chi si trova in difficoltà". |
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| 19 febbraio 2004 rs-849 |
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