RASSEGNA STAMPA

Il Gazzettino
29 gennaio 2004
di Roberta Benedetto

ABANO. PREDISPOSTO IL DOCUMENTO PER LA VERIFICA DI METÀ MANDATO
Ponchio, "Riprogettiamo la città"
"Non possiamo accontentare solo i tedeschi e poi dobbiamo recuperare la nostra storia"

Una città a misura di tedesco non è più compatibile con le mutate esigenze di marketing e con la trasformazione in atto dei flussi turistici che spingono imprenditori e amministratori a ricercare nuove fette di mercato da conquistare. Occorre dunque ripensare e riprogettare Abano in modo da garantire servizi e funzioni idonee ad una clientela decisamente cambiata.L'argomento è stato affrontato nel documento che il sindaco Giovanni Ponchio presenterà il 2 febbraio in Consiglio comunale nell'ambito della verifica di metà mandato della sua Giunta. Un documento di indirizzo politico che affronta lo spinoso tema dell'urbanistica della città termale, partendo dal Piano regolatore del 1997 e delineandone pregi e difetti. Soprattutto viene fatta una riflessione sulla possibilità di attuare alcune varianti a quel Piano per "ridisegnare" il territorio comunale affinché l'ospite "nuovo" possa trovare risposte adeguate alle sue molteplici esigenze. Occorre, secondo Ponchio, ripensare sia all'organizzazione alberghiero-termale sia alla struttura urbana sia appunto all'offerta di servizi.
"Perché se il tedesco della tradizione -spiega- predilige le passeggiate nel verde e l'ascolto della musica barocca, non altrettanto si può dire per l'ospite spagnolo o per il cliente russo".
Considerazioni già indicate nel piano d'area fermo in Regione. Alle quali vengono aggiunte altre ipotesi di lavoro. Innanzitutto valorizzare il patrimonio storico della città attraverso la creazione di un sistema museale che da Villa Savioli fino al Montirone e il recupero di villa Mocenigo-Mainardi. Ma anche la realizzazione di un Grande Teatro alle Terme, del caffè letterario e della sala per giochi di società, di un Centro di idrologia medica, un Centro universitario di riabilitazione, un nuovo centro congressi. Restano poi ancora la volontà di recuperare l'Hotel Orologio e il suo parco storico e tutte le altre realtà chiuse (Salvagnini, Centrale, Italia, Mediterraneo) e allargare l'isola pedonale in modo da collegarla direttamente al parco urbano termale. L'intero sistema dei Parchi dovrebbe essere collegato e vocato ad attività specifiche, auspicabile anche stabilire un collegamento sistemico tra la città e il Parco dei Colli Euganei.Nel documento viene trattata anche la questione delle singole strutture alberghiere molto diverse tra loro per le quali è necessaria una normativa generale, è vero, ma anche l'utilizzo di una scheda sullo stato di fatto per risolvere piccole e grandi problemi di ogni stabilimento, come la necessità di realizzare parcheggi per i pullman, di reperire alloggi per i dipendenti, di valorizzare la fango-terapia anche da un punto di vista visivo ed edilizio.

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29 gennaio 2004
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