Immigrazione - Le imprese denunciano i ritardi nelle procedure: via libera solo per la metà delle richieste Veneto, regolarizzazioni in stallo Riello avverte: "Abbiamo bisogno di personale preparato" - Partito il confronto sugli ingressi per il 2004 - Le aziende pronte ad assumere all'estero ma i vincoli burocratici sono un freno
L'impressione è quella di stare un po' in mezzo ad un guado. Le categorie economiche del Veneto, che si erano coalizzate per richiedere con maggior forza lavoratori extracomunitari, si vedono oggi quasi con le mani legate. Da un lato c'è la totale incertezza su come verranno gestiti gli arrivi in futuro, dall'altro ci sono i ritardi con cui si stano concludendo le procedure di regolarizzazione. Le richieste di regolarizzazione presentate in Regione erano state 61.418, ma alla fine dello scorso mese di giugno le pratiche evase erano poco più della metà: 36.408, con ritardi soprattutto nelle province più "affamate" di manodopera. "Ci hanno promesso che per dicembre tutto sarà finito - dicono gli imprenditori - ma da quanto sappiamo vi sono ancora zone con problemi. Ma quel che manca, soprattutto, è un regolamento attuativo della legge Bossi-Fini". Ieri c'è stata la prima riunione convocata dalla Regione per indicare le richieste di nuovi ingressi per il 2004. Aumenta la domanda di stagionali da 12 a 14mila unità; scende quella dell'industria da 13 a 10mila, ma scende soprattutto quella dell'artigianato di oltre 4mila unità, mentre stabile dovrebbe essere il dato relativo alle badanti. Un quadro che riflette le conclusioni del monitoraggio appena effettuato da Venetolavoro: l'immigrazione vive ormai una fase di consolidamento grazie ai ricongiungimenti familiari, una quindicina di comprensori ha oltre mille occupati extracomunitari e la percentuale di immigrati fra i neoassunti è salita al 18% con punte in alcune zone fra il 35 ed il 41%. "Era prevedibile una revisione al ribasso rispetto alla richiesta complessiva di 36mila unità del 2003 - sottolinea Alessandro Riello, vicepresidente di Confindustria Veneto - ma il vero problema è che non abbiamo bisogno, e lo andiamo dicendo da tempo, di generiche braccia ma di personale preparato o predisposto all'apprendimento. La nostra opzione, in sostanza, non è quantitativa ma esclusivamente qualitativa". "Il governo dei flussi va mantenuto in sede regionale, pur nell'ambito di un quadro di riferimento nazionale - precisa Riello - ma bisogna cominciare a percorrere altre strade. Avevamo indicato quella della selezione e della formazione dei lavoratori direttamente nei paesi d'origine, ma il nostro progetto è incagliato in attesa che vengano emanate le norme attuative dell'articolo 23 della legge Bossi-Fini. Tutto sembra ormai molto complicato e siamo obiettivamente preoccupati della lentezza con cui procedono gli interventi su questa materia che è di enorme importanza". In questa sorta di vuoto pneumatico, interrotto solo da qualche iniziativa come il seminario sull'immigrazione che si svolgerà domani a Como nell'ambito del semestre di presidenza italiana della Ue, gli imprenditori stanno individuando soluzioni tampone. Ci sono società che avviano attività coordinate di selezione all'estero ed altre che puntano invece sulla formazione. Anche Unimpiego, l'azienda speciale di Confindustria Veneto, è pronta ad attivarsi e sta monitorando, tra gli altri, il Bangladesh. Il problema è poi concretizzare il tutto con il trasferimento del lavoratore, superare i mille ostacoli odierni per poter far fruttare l'investimento fatto. "Come associazione provinciale - sottolinea ancora Alessandro Riello, in veste di presidente di Assindustria Verona - abbiamo cercato di valorizzare i rapporti diretti che abbiamo con i vari paesi per avviare programmi di individuazione e scambio delle risorse ma alla fine si arriva sempre all'imbuto di una normativa italiana complicatissima e si corre il rischio di perdere credibilità presso i nostri interlocutori".
Gli extracomunitari in VenetoI fabbisogni di lavoratori
Dati 2003
| | | A tempo indet. | A tempo deter. | Stag. | Totale | In % | Agricoltura | 343 | 174 | 7.131 | 7.648 | 21,27 | Industria | 11.935 | 1.300 | 0 | 13.235 | 36,81 | Artigianato | 9.000 | 3.000 | 400 | 12.400 | 34,49 | Commercio | 1.985 | - | 1.160 | 3.145 | 8,75 | Servizi alle fam. | 4.000 | - | - | 4.000 | 11,13 | Totale | 27.263 | 4.474 | 8.691 | 35.954 | 100,00 | In % | 75,83 | 12,44 | 24,17 | 100,00 | - | Fonte: Veneto Lavoro |
I permessi di soggiorno
Province | 2000 | 2001 | 2002 | Doman. di regol. | Doman.evase (al 26-6-03) | % doman. evase | Belluno | 3.942 | 3.388 | 4.836 | 1.304 | 1.231 | 94 | Padova | 19.252 | 14.155 | 21.710 | 13.364 | 6.000 | 45 | Rovigo | 3.462 | 3.654 | 4.245 | 1.908 | 1.700 | 89 | Treviso | 29.776 | 29.957 | 35.848 | 11.732 | 6.000 | 51 | Venezia | 13.835 | 13.074 | 17.029 | 9.425 | 6.855 | 73 | Verona | 31.879 | 32.499 | 35.966 | 12.851 | 6.273 | 49 | Vicenza | 37.376 | 30.861 | 34.999 | 10.834 | 8.349 | 77 | Totale Veneto | 139.522 | 127.588 | 154.633 | 61.418 | 36.408 | 59 |
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