L'Upa denuncia l'offerta di personale bulgaro Lavoro, ribassi suicidi
Da una decina di giorni gira un volantino che informa che la ditta Sts, Società per tecnologie e servizi alle imprese privati, con sede in Bulgaria, fornisce personale altamente specializzato, come ingegneri, tornitori, fresatori, saldatori, falegnami e operatori edili, per lavori di appalto al costo di 9.50 euro orarie, senza l'aggiunta di ulteriori spese e senza l'onere d'incombenze burocratiche. Il personale rimane dipendente a tutti gli effetti dalla ditta bulgara, ed inviato in trasferta per eseguire il lavoro con regolare nulla osta da parte dell'Ufficio provinciale del lavoro, dalla Questura e con il permesso di soggiorno. Antonio Campagnolo, presidente di mandamento dell'Unione artigiani di Cittadella definisce questa come "grande opportunità, perché le nostre imprese possano risultare più competitive e rendere il mercato più calmierato. Ma - aggiunge - qual è l'alto prezzo da pagare, in termini di chiusura di piccole attività imprenditoriali e soprattutto di manodopera dipendente italiana?". Campagnolo sostiene che "non ci troviamo di fronte a un'offerta di lavoro di manovalanza o di bassa qualità, giustificata dal fatto che il lavoratore italiano non vuole più svolgere certi mansioni, ma di figure altamente qualificate, di facile e sicuro impiego nella nostra realtà produttiva, offerte a un costo più che dimezzato rispetto a quello che un imprenditore italiano deve affrontare. Una circostanza che sconvolge il mercato". Secondo Campagnolo, chi alla fine va a rimetterci in questo gioco al ribasso è proprio il lavoratore italiano, dati i suoi alti costi. "Mi chiedo allora - aggiunge Campagnolo - il sindacato ha ancora a cuore il lavoratore italiano? I nostri amministratori locali, i nostri politici nei loro diversi ruoli sono in grado di governare una simile prospettiva che è già realtà? Credo di no. Ci stiamo facendo del male da soli, perché mettiamo nelle mani di pochi, che io chiamo "società di cassetta", tutto il nostro saper creare, lavorare, produrre, perché poi loro trasformino il mercato a loro piacimento". Angelo Rizzante, responsabile dell'Ufficio politiche contrattuali dell'Upa, rincara la dose: "Queste aziende che arrivano dalla Bulgaria offrono manodopera qualificata a 9.50 euro l'ora, quando nel nostro Paese il costo della manodopera è di circa 12 euro orari, non contando i costi aziendali complessivi che rincarano di un ulteriore 60%. Questo è un inquinamento del nostro mercato. Questa concorrenza non è sleale, ma stravolge i nostri meccanismi. La pura prestazione di manodopera in Italia non esiste come formula, perché è vietata. Quella che viene offerta è una falsa e pericolosa opportunità per le aziende, che potrebbero essere denunciate per interposizione di manodopera. Come Unione abbiamo informato gli organi ispettivi, perché verifichino come nasca questo tipo di circolazione e di che cosa si tratti".
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