Colpiti gli esposti all'amianto. Ruzzante: "Decisione scellerata" In migliaia senza pensione Annullate tutte le certificazioni sottoscritte dall'Inail. Incontro alla Firema con i deputati
La pensione è più lontana e i diritti dei lavoratori esposti all'amianto meno certi di prima: questo, da quando il 29 settembre scorso il Consiglio dei ministri ha approvato anche l'articolo 47 del nuovo maxi-decreto, allegato alla Finanziaria. In provincia, il decreto ammazza-diritti riguarda migliaia di lavoratori, tra i quali i dipendenti delle Officine Meccaniche Stanga oggi verso il licenziamento; dell'Ivg Colbachini di Cervarese Santa Croce; dell'Ima-Saf, Ine e Fro-saldatura di Cittadella e per tanti altri. Le nuove regole approvate dal governo annullano tutte le certificazioni sottoscritte dall'Inail, tra le quali quelle rilasciate prima dell'1 ottobre scorso, ed i benefici previdenziali conquistati dai lavoratori del settore dopo anni di lotte sindacali, ratificati anche da sentenze specifiche delle autorità giudiziarie (vedi sentenza del pretore del lavoro, Gaetano Campo, di quattro anni fa). In pratica, dopo il decreto, al lavoratore esposto alla fibra-killer dell'amianto, che solo alle Officine Meccaniche Stanga ha provocato 80 morti (tra cui quella, nel 2002, del leader della Fiom, Bepi Ferro), non viene più riconosciuto un anno di abbuono previdenziale ogni due anni, ma solo un semestre. Sulla questione, ieri mattina all'interno dello stabilimento Firema, in Corso Stati Uniti, le Rsu guidate da Candido Salvato hanno incontrato i sindacalisti di categoria e i parlamentari locali. Erano presenti Luciano Gallo, Luciano Squizzato, Rosanna Tosato, Amerigo Lissandron, Nello Cum, Piero Ruzzante, Paolo Giaretta, Tino Bedin, Maurizio Saia e Giuseppe Gaburro. Gli effetti del nuovo decreto sono stati illustrati in prima persona da un operaio, che ne subirà le conseguenze sulla propria pelle. "Sono in cassa integrazione da alcuni mesi - ha detto Erminio Lunardi della Fiom -. Sarei dovuto andare in pensione alla fine dell'anno. Questo maledetto allegato alla Finanziaria blocca tutti i miei progetti perché i benefici previdenziali precedenti sono stati annullati. Eppure, tanti di noi, qui alla Stanga, abbiamo lavorato per anni a stretto contatto con l'amianto". L'intervento più organico sull'argomento è risultato quello del deputato dei Ds Piero Ruzzante, un parlamentare che in passato si è interessato a più riprese proprio dei lavoratori esposti all'amianto. "Innanzitutto - ha sottolineato Ruzzante - proprio l'approvazione di questo scellerato decreto testimonia che Silvio Berlusconi dice il falso anche quando parla per televisione a reti unificate. Ossia non è vero che la sua legge sulle pensioni non coinvolge anche i diritti acquisiti dai lavoratori in passato. Detto questo, adesso a Roma, insieme ai miei colleghi padovani, farò il possibile affinché l'articolo 47 del nuovo decreto sia annullato e siano restituiti a tutti gli ex esposti all'amianto quei diritti, economici e previdenziali, che erano stati riconosciuti loro dallo stesso Governo. Non si può giocare sulla pelle delle persone".
|