RASSEGNA STAMPA

Il Gazzettino
27 settembre 2003

EURISPES. In due anni il potere d'acquisto si è ridotto, si è arrestata la discesa della pressione fiscale, manca una politica degli investimenti
La famiglia è più povera, perso il 3,1% del reddito
"Le manovre di sostegno dei consumi sono fallite, la riduzione delle imposte è stata vanificata dall'aumento delle tasse locali"

Il reddito disponibile reale delle famiglie nel 2002 ha subito una riduzione del 3,1%; il sostegno e il rilancio degli investimenti non è soddisfacente; la contrazione della fiscalità centrale ha toccato solo marginalmente le imposte sul reddito; il calo della pressione fiscale stimato in non più di 0,8% in due anni con un ritmo di riduzione (-0,4%) inferiore a quello degli anni precedenti: insomma la politica di bilancio è deludente. È un quadro non esaltante quello che emerge dall'analisi Eurispes sui principali aspetti dell'economia italiana negli ultimi due anni e che l'istituto titola: "Un'economia senza governo".
Secondo l'Eurispes, l'aspetto più grave della crisi degli ultimi due anni, che si presenta prevalentemente come un rallentamento della crescita dovuto a carenza della domanda, è la variazione del reddito disponibile reale delle famiglie che, dopo le contrazioni degli anni '97 e '98, aveva mostrato segni di ripresa nel 2000 ed in gran parte del 2001. Nel 2002, invece, ha subito un calo del 3,1%, come conseguenza della modesta crescita del Pil e della crescita dei prezzi dei prodotti di consumo, a cui va aggiunto "il tracollo" subito dai rendimenti dei titoli a reddito fisso che ha determinato in 7 anni una perdita media di reddito per le famiglie dell'1,3%. Ma accanto all'assottigliamento del reddito, precisa l'Eurispes , c'è anche la riduzione del patrimonio che, solo per i titoli del MIB 30 è stata di oltre 600 miliardi di euro dal 2000 al 2003.
Il Governo, dal canto suo, ha tentato di risollevare i consumi sia con l'aumento delle pensioni minime, sia con la contrazione della fiscalità centrale ma "nessuna delle due misure - rileva l'Eurispes - ha avuto effetti di stimolo della domanda". La prima misura, infatti, "ha interessato un numero modestissimo di persone" e la seconda ha riguardato "solo marginalmente le imposte sul reddito, interessando prevalentemente le imprese e i patrimoni (abolizione delle imposte di successione)". Inoltre, la contrazione della fiscalità centrale "è stata in gran parte compensata dall'incremento della fiscalità locale e non ha raggiunto dimensioni apprezzabili sul piano macroeconomico". Anche la pressione fiscale, diminuita dal '97 al 2002 di quasi 3 punti percentuali del Pil (2,8), con il governo Berlusconi è scesa, secondo l'Erispes, di "non più di 0,8% in due anni, con un ritmo di riduzione (-0,4%) inferiore a quello degli anni precedenti". In termini complessivi, le entrate fiscali e parafiscali sono aumentate nel 2002 dell'1,7% rispetto al 2001.
Crescono infatti le imposte indirette (+4%), grazie soprattutto a Iva, Ici e Irap, ed i contributi sociali effettivi (+3,7%), mentre si riducono le imposte sul reddito e sul patrimonio. Fra le imposte dirette cresce l'Irpef (+1,6%) e le imposte sui redditi da capitale (+3,6%), mentre si riducono l'Irpeg (-9,3%), l'imposta sui capital gains e quella sulla rivalutazione dei capitali d'impresa (-33,7%).
L'Eurispes passa poi in rassegna "il fiore all'occhiello dell'attuale maggioranza": la politica di bilancio. "L' andamento del debito complessivo - rileva l'istituto - si porta molto vicino allo zero (0,4% del Pil) solo grazie al grande sforzo compiuto dal '96 al 2000. Nel 2001 il deficit supera il 2% del Pil e nel 2002, primo anno sul quale si fa sentire la gestione Tremonti, il deficit si contrae nuovamente, seppure di pochissimo". Ma analizzando i movimenti che sottostanno a questo risultato l'Eurispes rileva che "non vi è stata una politica di bilancio restrittiva volta a contenere il disavanzo.
Molto più banalmente la riduzione del deficit, raggiunta nonostante il peggioramento del saldo primario, è un regalo della recessione e discende dalla contrazione dei saggi d'interesse". Ma il governo, per l'Eurispes , ha fatto poco anche per il sostegno ed il rilancio degli investimenti. E lo dimostra il fatto che nel comparto costruzioni, che ha registrato tra il 2002 ed il 2001 appena un +0,3%, il settore 'costruzioni per abitazioni', dominato dal mercato privato, ha segnato un +0,9%, mentre il comparto 'altre costruzioni', in cui ricadono i lavori pubblici, mostra un -0,3%.

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27 settembre 2003
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