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| RASSEGNA STAMPA Il Gazzettino di Federica Cappellato |
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OSPEDALE. I parenti di un anziano in coma per emorragia cerebrale denunciano che l'uomo ha cambiato vari reparti "I budget uccidono la sanità" I responsabili delle associazioni dei malati puntano il dito contro i tagli ai posti letto La tragedia di avere un proprio congiunto in coma, l'interrogativo sul suo futuro, non solo in termini di vita e di morte ma anche in relazione alle strutture e all'assistenza che il sistema sanitario nazionale riserva a questi pazienti. Ne sa qualcosa Paola Costantini De Ponte che da oltre 4 anni segue il marito Francesco, professore universitario che in un tragico giorno di marzo fu vittima di un folle gesto, e da allora è in coma. O Brasellina Brustolin che ieri ha reso noto il caso di suo padre Beniamino, 76 anni, che il 22 luglio scorso è stato ricoverato d'urgenza e operato nella Clinica di Neurotraumatologia dell'Azienda ospedaliera dopo che una Tac aveva evidenziato un'emorragia cerebrale cronica. "Per mancanza di posti letto in reparto, tramite o per ordine della Direzione sanitaria, mio padre, cosciente, viene trasferito in Clinica neurologica. Mangia, parla, coordina i movimenti ma a sera appare confuso e per farlo dormire, gli sommistrano un sedativo. La mattina seguente mi accorgo che presenta apnee prolungate e continue; il medico di guardia chiede l'intervento degli anestesisti che lo intubano e lo portano d'urgenza nella Clinica di Neurotraumatologia dove viene sottoposto ad un secondo intervento per aspirare una nuova emorragia, più estesa della precedente. Mio padre, in coma, viene traferito nell'Unità di rianimazione e terapia intensiva del Giustinianeo dove rimane fino a venerdì scorso, giorno in cui viene trasferito nel reparto di Neurotraumatologia dove era stato operato e dove non c'era un posto letto per lui quando ne aveva più bisogno". Della vicenda si sta occupando il consigliere regionale dei Ds Giovanni Gallo - "La Giunta regionale è responsabile dei tagli dei posti letto e deve rivedere le sue decisioni, provvedendo ad una nuova dotazione, più funzionale alle reali esigenze della popolazione", e presto presenterà un'interrogazione. "In Neurochirurgia i 40 posti letto di un intero reparto sono stati cassati, riunendo in un unico piano le sezioni maschile e femminile: questo tragico abbattimento dei posti letto - sottolinea Gianni Buganza del Tavolo dei Laici - evidenzia una strategia di tagli legati all'ossessione da budget. Altrettanto drammatico è il silenzio pressochè assoluto dei maggiori sindacati su questioni che meriterebbero la dovuta attenzione". E a fianco di Brasellina Brustolin è scesa anche Gabriella Vesce dell'associazione "Diritti e rovesci per tutte le libertà". E al coro di chi si batte per una sanità migliore si è aggiunta la voce di Mariangela Catellan che si sta prodigando affinchè al padre Gianni, malato di carcinoma renale, venga data la giusta assistenza. |
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| 23 settembre 2003 rs-669 |
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