RASSEGNA STAMPA

Il Gazzettino
26 aprile 2003
di Roberta Benedetto

ABANO. Nei primi tre mesi del 2003 ha fatto registrare un calo complessivo del 13\% su tutto il bacino euganeo. Solo gli arrivi italiani restano stabili
Turismo come le Borse, ancora in discesa
In sofferenza Germania, Francia e Austria. L'Associazione punta sulla ricerca scientifica e su promozione e marketing

Tempi sempre più duri per il turismo termale che nei primi tre mesi del 2003 ha fatto registrare un ulteriore calo complessivo del 13 per cento su tutto il bacino euganeo. Il dato è emerso nel corso della riunione del Consiglio direttivo dell'Associazione degli Albergatori di Abano e Montegrotto, svoltasi lo scorso martedì per approvare i bilanci e fare il punto sulle linee programmatiche future. Ma c'è chi, tra gli albergatori, lamenta perdite ben più consistenti, con punte che sfiorano anche il 50-60\%. Una percentuale di gran lunga superiore alle aspettative degli operatori del settore e certamente non incoraggiante per quanti speravano di recuperare nel nuovo anno le perdite accusate nel 2002. La diminuzione più consistente si è registrata nelle presenze di clientela proveniente da Germania, Francia e Austria, il mercato italiano resterebbe invece stabile. E' infatti quello tedesco, con un calo del 18 per cento, a condizionare pesantemente l'intero comparto, in misura maggiore ad Abano rispetto alla città di Bertha. Le presenze pasquali, non comprese nelle stime rese note ieri da Marco Gottardo, direttore dell'Assoalbergatori, dovrebbero condizionarle in positivo, magari recuperando qualche punto, ma la situazione resta comunque decisamente molto difficile.Insomma, il "leggero raffreddore", così era stata definita la crisi del turismo dal sindaco Giovanni Ponchio qualche mese fa, rischia di diventare una vera e grave influenza se non si corre subito ai ripari. Come? "Continueremo a puntare sulle proprietà del nostro fango e della nostra acqua - ha detto Gottardo - per distinguerci in un contesto in cui le logiche del beauty e del fitness stanno inquinando il settore del benessere. Il dato più allarmante non riguarda, infatti, il numero complessivo degli arrivi, ma la diminuzione del periodo di soggiorno e, di conseguenza, delle cure termali. Dobbiamo puntare a far comprendere, attraverso la divulgazione, la validità scientifica del trattamento completo di due settimane. Oggi il periodo di permanenza è sceso ad un massimo di 6,6 giorni".
"Non dobbiamo dimenticare le nostre peculiarità - ha sottolineato la presidente Maria Rosa Bernardi - l'idea è quella di spingere soprattutto sulla ricerca scientifica attraverso il lavoro del Centro Studi "P.d'Abano " per il quale l'Associazione ha deliberato un finanziamento di circa 230.000 euro. Quattrocentodiecimila euro andranno invece al Consorzio Terme Euganee per l'attività di promozione e marketing". I nuovi mercati da "corteggiare" potrebbero essere l'Inghilterra e gli Stati Uniti, questi ultimi soprattutto per incrementare gli affari di una certa fascia di alberghi di categoria medio-alta."Siamo comunque abbastanza fiduciosi - ha affermato Gottardo - anche se ci rendiamo conto che sarà un anno molto difficile. Le statistiche inoltre lasciano il tempo che trovano. Nel 2002, per esempio, nonostante la flessione del 5\%, abbiamo recuperato il 2\% sulle credenziali del Servizio Sanitario Nazionale. Speriamo che le istituzioni ci siano un po' più vicine a livello propositivo e progettuale".

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