![]() |
| RASSEGNA STAMPA Il Gazzettino di Roberta Benedetto |
|
ABANO. Nei primi tre mesi del 2003 ha fatto registrare un calo complessivo del 13\% su tutto il bacino euganeo. Solo gli arrivi italiani restano stabili Turismo come le Borse, ancora in discesa In sofferenza Germania, Francia e Austria. L'Associazione punta sulla ricerca scientifica e su promozione e marketing
Tempi sempre più duri per il turismo termale che nei primi tre mesi del 2003 ha fatto registrare un ulteriore calo complessivo del 13 per cento su tutto il bacino euganeo. Il dato è emerso nel corso della riunione del Consiglio direttivo dell'Associazione degli Albergatori di Abano e Montegrotto, svoltasi lo scorso martedì per approvare i bilanci e fare il punto sulle linee programmatiche future. Ma c'è chi, tra gli albergatori, lamenta perdite ben più consistenti, con punte che sfiorano anche il 50-60\%. Una percentuale di gran lunga superiore alle aspettative degli operatori del settore e certamente non incoraggiante per quanti speravano di recuperare nel nuovo anno le perdite accusate nel 2002. La diminuzione più consistente si è registrata nelle presenze di clientela proveniente da Germania, Francia e Austria, il mercato italiano resterebbe invece stabile. E' infatti quello tedesco, con un calo del 18 per cento, a condizionare pesantemente l'intero comparto, in misura maggiore ad Abano rispetto alla città di Bertha. Le presenze pasquali, non comprese nelle stime rese note ieri da Marco Gottardo, direttore dell'Assoalbergatori, dovrebbero condizionarle in positivo, magari recuperando qualche punto, ma la situazione resta comunque decisamente molto difficile.Insomma, il "leggero raffreddore", così era stata definita la crisi del turismo dal sindaco Giovanni Ponchio qualche mese fa, rischia di diventare una vera e grave influenza se non si corre subito ai ripari. Come? "Continueremo a puntare sulle proprietà del nostro fango e della nostra acqua - ha detto Gottardo - per distinguerci in un contesto in cui le logiche del beauty e del fitness stanno inquinando il settore del benessere. Il dato più allarmante non riguarda, infatti, il numero complessivo degli arrivi, ma la diminuzione del periodo di soggiorno e, di conseguenza, delle cure termali. Dobbiamo puntare a far comprendere, attraverso la divulgazione, la validità scientifica del trattamento completo di due settimane. Oggi il periodo di permanenza è sceso ad un massimo di 6,6 giorni". |
| VAI ALLA PAGINA PRECEDENTE | STAMPA LA PAGINA | VAI A INIZIO PAGINA |
| 28 aprile 2003 rs-520 |
scrivi
al senatore Tino Bedin |