Caos al semaforo del Florida Inn "Valerio non mantiene le promesse"
Riceviamo e pubblichiamo
Il 24 giugno avevo spedito una lettera al sindaco di Piove Carlo Valerio, agli assessori Galuppo e Meneghello e al comando di polizia municipale, lamentando la difficile situazione creatasi attorno alla statale 516 nel tratto piovese, più precisamente del sistema di semafori davanti all'hotel "Florida Inn". Ancora prima avevo scritto un'altra lettera lamentando il fatto che, per evitare questi semafori, la gente passa tranquillamente nelle vie interne, via Alcide de Gasperi e via Dante Alighieri. Fatto che potrebbe tranquillamente accadere, ma non a velocità esagerate, e da parte di chiunque, quindi compresi camion e altri mezzi non propriamente consoni a strade simili.
Pochi giorni dopo, venivo contattato dal sindaco. Sono rimasto davvero colpito dalla coerenza delle soluzioni proposte e dal fatto che ci fossero da aspettare solamente sei mesi per veder cominciare un progetto che comunque, come il sindaco mi aveva assicurato, era già da tempo nelle previsioni dell'amministrazione comunale. Rincuorato, mi ero rassegnato a sopportare l'andirivieni delle auto di ritorno dal mare, l'andirivieni degli "stanchi di aspettare i semafori", le vibrazioni dei camion che svoltano dove invece non potrebbero e le maledizioni di chi non capisce che col rosso ci si ferma.
"Che vuoi farci - mi dicevo - tanto tra sei mesi mettono i dossi, e magari qualche altro comune italiano installa le telecamere, così anche a Piove si convincono che non è una cosa irrealizzabile.". E invece no. Oggi è il 17 febbraio, sono passati più di 7 mesi e mezzo. I dossi non ci sono, la gente continua a passare, a qualsiasi ora e a qualsiasi velocità. I camion continuano a girare per prendere la Strada dei vivai, nulla è cambiato, tranne i cantieri aperti da due settimane per lavori di fognatura, presumo.
Nel frattempo, in Italia, molti comuni hanno installato telecamere, rimpinguando casse comunali, facendo rispettare il codice della strada, facendo diminuire incidenti e raggiungendo livelli di civiltà superiori. Io invece continuo a prendermi dell'imbecille dal maleducato che non si ferma al semaforo e che inchioda con la sua macchina per non prendermi sotto, indicando il semaforo verde a pochi metri da lui, ma non vedendo quello rosso dietro di lui. Continuo a essere svegliato dalle accelerate dei camion, dalle vibrazioni che fanno tremare i vetri. La mattina, quando esco di casa, devo stare attento che lo Schumacher di turno non si schianti contro il muso della mia macchina quando esco dal cancello. Io sono uno che adora mettere i puntini sulle "i", e l'inciviltà, tanto cara a noi italiani, mi dà un fastidio incredibile. Non mi faccio molte remore a spedire una lettera, sperando che qualcuno la legga, ma sperando anche che qualcuno mi risponda. Sono un rompiscatole, insomma. So per certo che comunque non sono l'unico a cui da fastidio tutto ciò. Basterebbe andare a chiedere alle persone che negli ultimi sei mesi sono rimaste coinvolte in tamponamenti e incidenti in quel tratto di strada, per rendersi conto di quanti non sopportino più la situazione, oppure alla gente dell'isolato dove vivo. Lo devo fare io? Facciamo una bella raccolta firme? Certo, ma per cosa poi? Per restare ancora più delusi, per dover poi continuare a tacere il foscoliano "spirto guerrier ch'entro mi rugge" e continuare a sentire il clacson dell'idiota, resistendo alla tentazione di prendergli a calci la fiancata dell'auto. Non prenderò a calci automobili, non ho voglia di prendermi denunce, ma sono deluso, signor sindaco, sono molto deluso. Spero che questa lettera non rimanga senza risposta.
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