RASSEGNA STAMPA

Il Gazzettino
3 gennaio 2003


Borsa della spesa: nel 2002 è aumentata del 29/%
I dati dell'Eurispes sono nettamente superiori a quelli dell'Istat. Punte di rincaro anche del 60/% per le verdure

Quasi il 30/% in un anno: a tanto ammonta secondo l'Eurispes l'aumento dei prezzi dei generi alimentari registrato nell'ultimo anno. Secondo l'istituto di studi politici economici e sociali, che ha condotto l'indagine insieme alle associazioni della Coalizione dei consumatori, l'incremento del costo dell'alimentazione per le famiglie italiane è stato del 29/%, ben al di sopra del 3,8/% misurato dall'Istat tra novembre 2001 e novembre 2002. Secondo le misurazioni dell'Eurispes, condotte su un paniere di 150 prodotti contro i 164 dell'Istat, gli aumenti maggiori hanno riguardato i prodotti ortofrutticoli (+51/%), con punte oltre il 60/% per le zucchine. Notevole anche l'incremento dei prezzi dei carboidrati, come il pane, la pasta e il riso, cresciuti in media del 20/%. Rincari del 37/% anche per il caffé e addirittura del 48/% per l'acqua minerale.
Fra gli alimenti proteici sono le uova a segnare l'aumento più consistente (+34/%), seguite dal pesce fresco (+28/%), dalla carne suina (+26/%), da quella di pollo e tacchino (+20/%) e infine da quella di bovino (+19/%).
Incrementi superiori al 30/% registrano anche il prosciutto, il grana e il parmigiano, mentre per pelati e polpe pronte il prezzi sono cresciuti rispettivamente del 35/% e del 59/%.
L'inflazione, rileva ancora l'Eurispes, ha galoppato più rapidamente nelle grandi città con oltre 100 mila abitanti (+34,6/%) che nelle piccole (+27,2/%). L'aumento è stato inoltre più evidente nell'Italia centrale (+44/%), dove hanno pesato in modo considerevole i rincari registrati a Roma e Firenze, rispetto al Nord (+33/%) e al Sud Italia (+25/%).
Tra le tipologie di rivendita, a segnare gli aumenti più consistenti sono stati infine discount e supermercati, entrambi oltre il 30/%.
"Ciò non toglie - afferma Gian Maria Fara, presidente dell'Eurispes - che la nostra stima con lo stesso metodo Istat sia comunque tre volte superiore a quella indicata dall'Istituto di statistica. Le motivazioni andrebbero chieste a chi conduce le indagini dell'Istat e andrebbero soprattutto ricercate nei metodi con cui l'Istituto porta avanti le rilevazioni". Aldilà delle formule matematiche con cui viene calcolata la media, l'Istat, sottolinea l'Eurispes, non ha infatti mai reso noto come avvengono le rilevazioni dei prezzi. Un punto questo su cui insistono anche le associazioni dei consumatori, che all'Istat chiedono "un'operazione trasparenza". E riguardo al già contestatissimo nuovo paniere, afferma Giustino Trincia, vicesegretario di Cittadinanzattiva, "il problema non sono le voci, ma il peso che i prodotti rivestono all'interno della lista. Ciò che chiediamo all'Istat è di discutere insieme quale sia la rilevanza da dare ad ogni prodotto". In base alle misurazioni dell'Eurispes, condotte sui prezzi dei singoli prodotti di un paniere di 150 (contro i 164 dell'Istat), gli aumenti maggiori sono stati nel corso del 2002 quelli dell'ortofrutta (+51/%), ma notevole è stato anche l'incremento dei prezzi di pane, pasta e riso, cresciuti in media del 20/%.
"Si tratta di dati preoccupanti", afferma ancora Fara, che rivendica all'Eurispes il merito di "difendere una verità che è sotto gli occhi di tutti e che solo il Governo non riesce a vedere. Siamo di fronte alla pretesa di negare la realtà di fatto - continua - e quindi indirettamente di considerare i cittadini non in grado di giudicare". Gli aumenti hanno già causato una riduzione dei consumi, ricorda ancora l'Eurispes, secondo cui la ripresa prevista nel 2003, stimata intorno al 2/%, non ci sarà. Al contrario l'Italia andrà incontro a un periodo di stagnazione dei consumi che colpirà tutto il sistema produttivo. L'incremento dei prezzi degli alimentari penalizzerà infatti la spesa in tutti gli altri settori.

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26 gennaio 2003
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