RASSEGNA STAMPA

Il Sole 24 Ore
7 settembre 2002
di Gerardo Pelosi

Dopo colf e badanti via libera del Governo al decreto legge che consente di mettere in regola i dipendenti clandestini pagando 800 €
Immigrati, la sanatoria raddoppia
Anche per gli italiani impronte digitali sulla carta d'identità - Raggiunto il compromesso tra centristi e Lega: il contratto potrà essere a tempo indeterminato o avere durata di almeno un anno

ROMA - Ci sono volute molte ore di discussione e anche qualche confronto polemico ma, alla fine, il decreto per la regolarizzazione degli immigrati occupati in nero nelle imprese ha visto la luce. Con il risultato che, da oggi, saranno in distribuzione presso i 14mila uffici postali anche i kit con le buste azzurre per le regolarizzazioni dei lavoratori in nero che potranno essere riconsegnate (come quelle per le colf e badanti) a partire da martedì 10 settembre. I datori di lavoro avranno tempo fino al 10 ottobre per far emergere gli immigrati clandestini che lavorano come dipendenti. Stabilito inoltre l'obbligo delle impronte digitali anche per gli italiani, alla consegna della carta d'indentità elettronica.
É stato così superato l'ultimo ostacolo che rimaneva per l'operazione complessiva di sanatoria per colf, badanti e lavoratori in nero che scatterà la prossima settimana quando entrerà in vigore la legge Bossi-Fini.
Il decreto è stato approvato dal Consiglio dei ministri a tarda sera e prevede che i datori di lavoro possano mettere in regola (con 700 euro di contributo forfetario, oltre a 100 di spese) un immigrato irregolare da assumere sia a tempo indeterminato (con permesso di soggiorno biennale) sia a tempo determinato non inferiore ad un anno (in linea con la durata del permesso di soggiorno per il tempo determinato). Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, si è detto soddisfatto dell'intesa raggiunta osservando che "la richiesta di emersione dovrà essere sottoscritta dal datore di lavoro o da un suo delegato per evitare frodi". "Riteniamo - ha aggiunto Maroni - che gli abusi si possano evitare garantendo agli extracomunitari un contratto a tempo indeterminato ma anche, accogliendo parzialmente le richieste fatte da alcuni colleghi, con un contratto non a tempo indeterminato ma che corrisponda al primo periodo di verifica, cioè alla scadenza del permesso di soggiorno". Maroni ha spiegato che gli extracomunitari che saranno legalizzati avranno un permesso di soggiorno di un anno: far coincidere il permesso e il contratto di lavoro equivale ad avere una garanzia che non ci siano frodi o abusi. Quindi, ha precisato, "siamo soddisfatti di questo accordo trovato".
Nessuna obiezione neppure dai "centristi". Il ministro delle Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, ha osservato che "è scomparso il riferimento al solo contratto a tempo indeterminato che sarebbe stato drammaticamente penalizzante". E il ministro dell'Interno, Beppe Pisanu, ha sottolineato come il provvedimento "consentirà di regolarizzare tutti i lavoratori che hanno un rapporto di lavoro reale: naturalmente la richiesta di regolarizzazione deve essere avanzata dal datore di lavoro che se ne assume la responsabilità".
Ma alla vigilia del Consiglio dei ministri il clima era tutt'altro che disteso. Varcando a metà pomeriggio il portone di Palazzo Chigi, Umberto Bossi si era limitato a un sibillino "andiamo a sistemare la questione", con riferimento al decreto per gli immigrati irregolari. Ma dalle colonne della Padania, ieri mattina, il "senatur" era apparso ben più aggressivo. "Se oggi in Consiglio dei ministri - osservava il leader del Carroccio - il decreto legge Maroni sui lavoratori clandestini in nero dovesse essere modificato, la Lega non firmerebbe e poi qualcuno dovrebbe spiegare alla gente perché il Governo fa le stesse cose dei no-global di sinistra".
Durante il Consiglio dei ministri non ci sono stati momenti di vera tensione anche se la discussione ha affrontato nel dettaglio tutti gli aspetti della regolarizzazione dei lavoratori in nero. Poi, anche sulla scorta di un incontro preparatorio tenutosi giovedì tra il ministro delle Politiche comunitarie Rocco Buttiglione con il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, il ministro Maroni ha accettato che nel suo decreto vi fosse anche un riferimento ai contratti a tempo determinato, per i quali il permesso di soggiorno fissato dalla Bossi-Fini in un anno. Soddisfatto, alla fine del Consiglio dei ministri, è apparso il ministro Carlo Giovanardi. "Si tratta - ha detto Giovanardi - di norme rigorose per il futuro, abbiamo voluto regolarizzare persone che hanno già un rapporto con le famiglie e le imprese".
In attesa della decisione del Consiglio dei ministri non sono mancate varie prese di posizione anche da parte dell'opposizione a sostegno delle tesi dei "centristi" favorevoli a consentire la regolarizzazione anche agli immigrati con contratti a termine. Il responsabile economico della Margherita, Enrico Letta, osservava che limitare la sanatoria ai contratti a tempo indeterminato "sarebbe un provvedimento non utile, non giusto e che non servirà alle esigenze delle imprese". E il presidente delle Acli, Luigi Bobba, affermava che era del tutto fuori luogo la sortita di Maroni secondo cui bisognava limitare la regolarizzazione agli immigrati che hanno un lavoro a tempo indeterminato.

LE REGOLE DEL "KIT CELESTE"
LA BUSTA
La busta che contiene il kit per la "fase due" della regolarizzazione, riservata ai lavoratori dipendenti, è di colore celeste (quella per colf e badanti è di colore bianco) La distribuzione delle buste celesti è stata annunciata da oggi, presso gli uffici postali.

IL CONTENUTO
Il materiale contenuto nella busta celeste è analogo a quello già noto per colf e badanti. Cambiano però gli importi dei bollettini di conto corrente che il datore di lavoro dovrà pagare per sanare la situazione del proprio dipendente: in luogo dei 290 euro richiesti per colf e badanti (più 40 euro di spese postali), sono previsti 700 euro per il lavoro subordinato, cui si aggiungono 100 euro per le spese.

GLI ALLEGATI
Anche il kit celeste contiene le istruzioni per la compilazione e la presentazione della dichiarazione di emersione di lavoro irregolare; il modulo per la presentazione della dichiarazione; la busta prestampata in cui inserire la documentazione da presentare allo sportello postale; la cedola della raccomandata assicurata per inviare la documentazione alle rispettive prefetture; la tabella con i codici di Stato.

L'ITER
La compilazione del modulo, del bollettino e della cedola sono sempre i primi atti da compiere per dare inizio all'iter di regolarizzazione. Con questi tre elementi si andrà all'ufficio postale dove si effettuerà il pagamento il cui attestato andrà dentro la busta. La busta chiusa verrà consegnata allo sportello postale dove si procederà a pagare le spese relative alla presentazione della domanda. Dall'addetto postale si riceverà il tagliando della cedola da conservare a dimostrazione dell'avvenuta presentazione della dichiarazione.

IL TERMINE
Per regolarizzare i lavoratori subordinati sono previsti solo 30 giorni di tempo (per le colf sono 60): la riconsegna delle buste comincerà martedì prossimo, come per le colf, ma i kit delle buste celesti andranno riconsegnati entro il 10 ottobre.

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7 settembre 2002
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