L'articolo 33 della "Bossi-Fini" dà spazio a collaboratori privi di titoli di soggiorno Ammessi anche senza "permesso"
Tra i lavoratori stranieri che potranno beneficiare della regolarizzazione rientrano gli extracomunitari sprovvisti del permesso di soggiorno: in questa categoria sono compresi anche coloro che non hanno potuto rinnovare il titolo in precedenza posseduto ovvero che hanno ricevuto dalla Questura il diniego al rinnovo.
Peraltro, la categoria dei "sanabili" include anche gli stranieri titolari di un permesso di soggiorno quale il permesso per turismo, per salute, per cure mediche, per giustizia, per affari, per culto, per richiesta di asilo politico. Si tratta di quei titoli di soggiorno che non consentono lo svolgimento di attività lavorativa.
Pertanto, se lo straniero è titolare di un permesso di soggiorno, il datore di lavoro dovrà annotare sul modulo per la regolarizzazione dei lavoratori il numero del documento, il motivo del titolo di soggiorno, la data di scadenza, la data di ingresso in Italia e comunque le stesse informazioni che possono essere desunte dalla lettura del permesso di soggiorno.
In proposito occorrerà, però, fare attenzione alla data di primo ingresso in Italia così come stampata sul permesso di soggiorno stesso. Infatti, la formulazione della norma (come segnalato, da ultimo, anche sul Sole-24 Ore del 1^ settembre) consente al datore di lavoro di regolarizzare il lavoratore "occupato alle proprie dipendenze nei tre mesi antecedenti all'entrata in vigore della legge": per questa indicazione, l'interpretazione comune - in assenza di una conferma ufficiale da parte del ministero dell'Interno - è quella di richiedere la presenza dello straniero sul territorio nazionale da almeno tre mesi.
Inoltre, la sanatoria sarà possibile anche a favore degli stranieri titolari di un permesso di soggiorno per studio; titolo che consente, per il periodo di validità dello stesso, l'esercizio di attività lavorativa subordinata regolare per un tempo non superiore a 20 ore settimanali, anche cumulabili per cinquantadue settimane, fermo restando il limite annuale di 1.040 ore.
Per la stragrande maggioranza degli studenti stranieri la sanatoria, considerato la "stretta" ai rinnovi dei permessi di soggiorno per studio introdotta con la circolare del ministero dell'Interno del 16 gennaio 2002, rappresenta la soluzione per una permanenza regolare in Italia.
Infine, la futura regolarizzazione dei lavoratori subordinati potrebbe consentire ai lavoratori stagionali e ai lavoratori titolari di un permesso di soggiorno per uno dei motivi di cui all'articolo 27 del Testo unico sull'immigrazione (ingressi fuori quota) di trasformare il loro soggiorno da precario in definitivo.
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