La precisazione del ministero - In 130mila le colf e badanti extra-Ue regolarmente iscritte all'Inps Domestici, domande solo dai datori
ROMA - Spetta soltanto al datore di lavoro e non al lavoratore presentare la domanda di legalizzazione di colf e badanti. Lo precisa in un comunicato il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali allo scopo di "evitare false aspettative di regolarizzazione" di fronte "al massiccio afflusso negli uffici postali di immigrati che richiedono i moduli". Nella nota il ministero ripercorre quindi la corretta procedura per la regolarizzazione (si veda il comunicato qui a fianco).
Ritiro e presentazione dei modelli. La precisazione ministeriale è arrivata ieri, nel corso della seconda giornata di distribuzione dei kit per la legalizzazione: sono stati circa 190mila quelli consegnati, dopo i 280mila ritirati due giorni fa. Così, a due giorni dal via libera alla prima fase della regolarizzazione dei lavoratori domestici extracomunitari, le buste bianche consegnate gratuitamente alla posta hanno raggiunto quota 470mila. Nei plichi disponibili da ieri, tra l'altro, gli interessati hanno trovato il foglio della discordia, quello con i Codici Stato, riveduto e corretto, o in altri casi una pagina supplementare con le integrazioni dei sei Paesi in origine dimenticati (Danimarca, Libano, Romania, Repubblica Domenicana, Russia e Liberia).
A recarsi negli uffici postali per il ritiro dei moduli sono stati soprattutto extracomunitari. Questo il motivo che ha il ministro del Lavoro Roberto Maroni e che ha dato origine al comunicato stampa.
Ma se è vero che la presentazione della domanda di regolarizzazione deve essere fatta dal datore di lavoro, è altrettanto vero che il ritiro dei moduli può essere fatto da chiunque. Quindi - come del resto sta avvenendo in tantissimi casi - anche dall'extracomunitario.
Per tutti, in ogni caso, vale il consiglio di non affrettarsi. Le domande di regolarizzazione potranno essere presentate solo a partire dal 10 settembre e fino all'11 novembre (il 10 - che corrisponde alla scadenza naturale riprodotta anche nel comunicato ministeriale - cade in realtà di domenica).
Ingiustificato, poi, assicura Poste italiane Spa, il timore di restare senza modulo: ne sono stati stampati più di un milione e mezzo, quindi più del necessario e, comunque, in numero tale da garantire contro eventuali tentazioni di accaparramento. Se qualche ufficio dovesse rimanere sprovvisto dei kit, infine, l'approvvigionamento avverrà comunque in tempi brevissimi.
Il "popolo" dei regolari. Se da una parte c'è chi cerca la regolarizzazione, dall'altra ci sono anche più di 1.111.000 extracomunitari che in Italia hanno un regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Come dimostrano i dati dell'archivio della Polizia, la provenienza è da tutte le aree geografiche, in prevalenza dai Paesi dell'Est e dall'Africa del Nord. E, spesso, si occupano proprio alle dipendenze di un datore di lavoro domestico. Colf e badanti extracomunitari iscritti all'Inps sono circa 130mila. Più dei lavoratori domestici italiani, fermi a quota 120mila. Grazie a loro nelle Casse dell'Istituto previdenziale entrano ogni anno oltre 103 miliardi di euro. Se le stime sulle regolarizzazioni (le ultime, le più ottimistiche, indicano quota 500mila) saranno rispettate, allora per l'Istituto previdenziale la legge Bossi-Fini garantirà ulteriori 387.342.674 euro annui. Questo tenendo conto del fatto che la contribuzione media per l'attività di colf e badanti è pari a 794,55 euro all'anno.
LE REGOLE DEL "KIT"
Pubblichiamo il comunicato stampa del ministero del Lavoro sulla regolarizzazione di badanti e colf
Di fronte al massiccio afflusso negli uffici postali di immigrati che richiedono i moduli per la legalizzazione di colf e badanti in condizione di irregolarità, si ricorda che spetta soltanto al datore di lavoro e non al lavoratore presentare la domanda di legalizzazione. Ciò anche al fine di evitare false aspettative di regolarizzazione. Solo al momento della convocazione da parte della Prefettura per la stipula del contratto e per il rilascio del permesso di soggiorno, il datore di lavoro sarà accompagnato dal lavoratore extracomunitario. Si fa inoltre presente che specifiche sanzioni di legge sono previste sia nei confronti di chi presenta una falsa dichiarazione di emersione, al fine di eludere le disposizioni in materia di immigrazione, sia in caso di dichiarazioni mendaci o non veritiere, nonché in caso di formazione o uso di atti falsi. Ribadito che la dichiarazione di emersione può essere effettuata esclusivamente dal datore di lavoro, si ricorda che la corretta procedura per legalizzare il lavoratore extracomunitario adibito ad attività di lavoro domestico o di assistenza è la seguente:
* Presso tutti gli uffici postali è disponibile il modulo di colore bianco per la dichiarazione di emersione del lavoro domestico o di assistenza che il datore di lavoro deve debitamente compilare.
* Al modulo è allegato un bollettino di c/c postale per il pagamento di un contributo forfettario pari a euro 290.
* I termini per la presentazione delle dichiarazioni di legalizzazione del lavoro domestico e di assistenza sono di 2 mesi: decorrono dal 10 settembre 2002 e scadono il 10 novembre 2002.
* Entro questo termine, il datore di lavoro invierà a sue spese (euro 40) con raccomandata il modulo alla prefettura-ufficio territoriale del Governo.
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