Con la distribuzione in posta dei kit per colf e badanti sono iniziate ieri le operazioni di regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari Una sanatoria ad altissimo gradimento
Buste esaurite già dal mattino in alcuni uffici - Boom di quesiti al nuovo servizio del Sole-24 Ore - Nel Lazio il record di richieste
ROMA - Tutto esaurito in molti uffici. I kit per la regolarizzazione di colf e badanti extracomunitari, distribuiti da ieri presso i 14mila uffici postali, sono andati letteralmente a ruba. Il risultato della prima giornata di consegna - rende noto Poste italiane Spa - indica che i modelli distribuiti in tutta Italia sono stati circa 280mila. Qualcuno è rimasto anche deluso. In alcuni casi gli uffici non sono riusciti a soddisfare tutte le richieste e hanno così dovuto ordinare nuovi kit dando all'interessato appuntamento ai prossimi giorni: quando, tornando alla posta, anche lui potrà trovare la busta per la regolarizzazione magari aggiornata con l'inserimento dei sei "Codici Stato" mancanti nei primi moduli (ma aggiunti, nella maggioranza di questi casi, in fogli supplementari e comunque disponibili all'ufficio postale). Per ottenere la documentazione, in ogni caso, non c'è fretta: il kit potrà essere ritirato, per ipotesi, anche il giorno della riconsegna e, quindi, fino all'11 novembre, data di scadenza della regolarizzazione (il 10, scadenza naturale, è infatti domenica). Ma nonostante gli inviti del ministero dell'Interno a non fare ressa agli sportelli nel primo giorno di distribuzione, molti non hanno voluto attendere: le Regioni in cui si è registrata la maggiore affluenza sono state il Lazio (66mila), la Lombardia (54mila), il Piemonte (22.600), l'Emilia Romagna (21.400), il Veneto (19mila) e la Toscana (17mila). A Palermo i moduli sono andati esauriti nel giro di poche ore. Alle Poste centrali di via Roma, dove è stato installato uno dei corner con un impiegato delle Poste che oltre a distribuire i plichi fornisce informazioni, alle dieci del mattino erano già stati distribuiti tutti i 600 kit a disposizione. A Milano, già a metà mattina, in piazza Cordusio ne erano stati consegnati 2.500, in via Bertini a migliaia, mentre in via Ortica la dotazione di 300 moduli non è stata sufficiente. Anche a Roma i modelli disponibili si sono dimostrati insufficienti e sono andati esauriti quasi ovunque in meno di due ore. In via Canosa di Puglia, una delle zone più popolate da stranieri, è dovuta intervenire una volante della Polizia per mettere ordine in una fila di centinaia di persone. Ma si è trattato dell'unico contrattempo segnalato in tutta Italia e in ogni caso, alle 11, anche lì erano già stati distribuiti 1.600 moduli. Chi ha ottenuto il plico (busta bianca con modello quadrettato rosso) dovrà riconsegnarlo all'ufficio postale (a partire dal 10 settembre, giorno dell'entrata in vigore della legge Bossi-Fini, la 189/2002, fino all'11 novembre, data di scadenza dei termini per la regolarizzazione) con i moduli compilati e il bollettino di conto corrente pagato. Ma in quel momento avrà compiuto solo il primo passo verso l'emersione dal lavoro domestico in nero. Datore di lavoro e lavoratore avranno una ricevuta per dimostrare che è in corso la sanatoria. Si tratta dei talloncini della raccomandata assicurata che dovranno essere conservati e, a richiesta, esibiti. Su questi talloncini sarà impresso si legge lo stesso codice a barre che viene applicato sulla busta e che permetterà, in caso di bisogno, di individuarla velocemente. In questo modo il lavoratore straniero, se fermato dalle Forze dell'ordine, non verrà espulso e il datore di lavoro non sarà soggetto alle sanzioni che arrivano fino a 5mila euro previsti dalla legge nei confronti di chi continuerà a dare lavoro a un clandestino dopo la sanatoria. Dalle poste i dati passeranno alle questure, dove si verificherà se l'immigrato ha precedenti penali. Dopo il via libera della questura, la prefettura procederà alla convocazione per la stipula del contratto e per il permesso di soggiorno, che varierà da un minimo di 9 mesi per gli stagionali a un massimo di due anni per chi viene assunto a tempo indeterminato.
LA "TOP TEN" DELLE DOMANDE 1. Per chi vale la regolarizzazione? La regolarizzazione riguarda colf e badanti non comunitari privi del permesso di soggiorno.
2. Qual è la base normativa? La legge che consente la regolarizzazione di colf e badanti è la n. 189/2002 (cosiddetta legge Bossi-Fini) ed è stata pubblicata sul Supplemento ordinario n. 173 alla n. 199 del 26 agosto 2002. Un'analoga regolarizzazione per i lavoratori extracomunitari di altre categorie sarà inserita in un decreto legge che il Governo dovrebbe varare il 6 settembre.
3. Chi può presentare la domanda di regolarizzazione? Può presentare la domanda di regolarizzazione chi, nei tre mesi precedenti la data di entrata in vigore delle norme sulla regolarizzazione (10 settembre 2002), ha occupato alle proprie dipendenze lavoratori non comunitari per svolgere attività di assistenza a persone disabili o ad anziani non autosufficienti o lavoro domestico per la cura della famiglia.
4. C'è un termine per il ritiro in posta dei kit per la regolarizzazione? Non c'è fretta. Il ritiro del kit è possibile da ieri fino alla scadenza dei termini per la regolarizzazione, vale a dire l'11 novembre prossimo (il 10, infatti, data di scadenza naturale, cade di domenica).
5. Come si distingue il kit per la regolarizzazione di colf e badanti da quello degli altri lavoratori? Si distingue dal colore. La busta per la regolarizzazione di colf e badanti è bianca con dentro un foglio a quadrettatura rossa; quella per gli altri lavoratori (disponibile alle Poste dal 9-10 settembre) sarà celeste con dentro un foglio a quadrettatura celeste.
6. Quali sono i termini per la consegna dei moduli? La riconsegna del modello è possibile dal 10 settembre fino all'11 novembre.
7. Quanti lavoratori o lavoratrici possono essere regolarizzati? I datori che impiegano colf e badanti possono presentare la denuncia di emersione del lavoro irregolare: per un solo lavoratore per nucleo familiare, se il lavoratore svolge lavoro domestico; anche per più lavoratori, se questi svolgono attività di assistenza a persone disabili o anziane non autosufficienti.
8. Quando non è possibile la regolarizzazione? Non possono essere regolarizzati i lavoratori stranieri: già espulsi per motivi diversi dal mancato rinnovo del permesso di soggiorno; segnalati, anche in base ad Accordi o Convenzioni internazionali in vigore in Italia, ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato; denunciati per uno dei reati indicati negli articoli 380 e 381 del Codice di procedura penale (per esempio la rissa e anche ipotesi lievi di furto) salvo che i relativi procedimenti si siano conclusi con un provvedimento che esclude il reato o la responsabilità dell'interessato, ovvero risultino destinatari dell'applicazione di una misura di prevenzione, salvi gli effetti della riabilitazione. In tutti i casi, può essere sempre espulso lo straniero pericoloso per la sicurezza dello Stato. E chi non è ammesso alla regolarizzazione può essere espulso.
9. Quanto costa la regolarizzazione di colf e badanti? Il datore di lavoro dovrà pagare il contributo forfetario, il cui importo è di 290 euro. Sono poi dovute le spese postali, pari a ulteriori 40 euro.
10. Cosa rischia chi dichiara il falso? Chi presenta una falsa dichiarazione di emersione del lavoro irregolare è punito con la pena da 2 a 9 mesi di reclusione.
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