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| RASSEGNA STAMPA Il Sole 24 Ore di Marco Noci |
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E sui lavoratori subordinati il ministero gioca d'anticipo
La procedura per regolarizzare i lavoratori extracomunitari viaggia di pari passo a quella prevista per la sanatoria di colf e badanti. É quanto si profila ulteriormente nella circolare del ministero dell'Interno che detta le istruzioni sulla sanatoria di domestici e assistenti familiari (si veda l'articolo a fianco). Nella circolare, si conferma quanto era stato già preannunciato il giorno stesso dell'approvazione definitiva della nuova legge sull'immigrazione: l'11 luglio, infatti, è stato approvato un ordine del giorno in cui il Governo si impegnava a emanare un provvedimento di regolarizzazione di tutti i lavoratori extracomunitari che svolgono attività di lavoro subordinato (industria, commercio, agricoltura, eccetera).
Il decreto legge che entrerà in vigore insieme alla nuova legge sull'immigrazione, cioè verso fine agosto 2002, prevederà un iter sostanzialmente analogo a quello previsto per la sanatoria di domestici e badanti. Peraltro, per la legalizzazione dei lavoratori subordinati, i termini per la presentazione della dichiarazione saranno "presumibilmente" limitati a 30 giorni, rispetto ai 60 previsti per i lavoratori addetti alla casa e all'assistenza. Inoltre, come per i badanti, i datori di lavoro potranno regolarizzare tutti i lavoratori irregolari alle loro dipendenze; mentre non potranno essere regolarizzate quelle attività lavorative parasubordinate quali la collaborazione coordinata e continuativa.
Il provvedimento governativo prevederà la non punibilità dei datori di lavoro per la violazione delle norme relative al soggiorno, al lavoro e di carattere finanziario, in relazione all'occupazione degli extracomunitari. L'ordine del giorno del Senato invita l'amministrazione a non adottare provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale per i lavoratori compresi nella legalizzazione: sono quindi sospesi fino al termine della sanatoria tutti i provvedimenti di espulsione dei clandestini.
Entro il termine tassativo di 30 giorni, salvo proroghe dettate dal numero di richieste, i datori di lavoro dovranno consegnare la documentazione agli uffici postali che provvederanno a trasmetterla allo sportello funzionale presente in ogni Ufficio territoriale del Governo (Utg, le ex Prefetture). Al fine di accelerare la procedura, gli Utg dovranno trattare prioritariamente le pratiche complete e mettere in coda tutte quelle dichiarazioni incomplete o che presentino dubbi sulla loro veridicità.
Infine, l'emanando decreto legge prevederà una deroga alle disposizioni relative alla presa delle impronte digitali agli stranieri disponendo che tale adempimento sarà effettuato in sede di rinnovo del permesso di soggiorno e, cioè, dopo un anno dalla data di rilascio del titolo.
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| 11 agosto 2002 rs-200 |
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al senatore Tino Bedin |