Abano. Un accordo europeo fa temere per il posto di lavoro dei 150 addetti al controllo dei voli
A rischio declassamento
Il Centro del Traffico aereo potrebbe perdere valore
Il Centro del traffico aereo di Abano rischia il declassamento. E l'Italia una figuraccia. Quella che, con i suoi 150 addetti al controllo dei voli, è la principale struttura dell'Enav nel Nord-Est, e fra le prime in Europa, potrebbe trasformarsi fra qualche anno in un semplice "presidio" a vantaggio di un ente sovranazionale con base a Vienna. Lo denuncia il sindacato Licta.
Al centro della questione il Ceats (Central European Air Traffic Service - Servizio di controllo del traffico aereo dell'Europa centrale), il futuro organismo che controllerà i voli a partire dai 29.000 piedi di altitudine nel quadrante mitteleuropeo e balcanico. Al progetto Ceats partecipano Italia, Austria, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia. Il protocollo d'intesa è stato siglato l'anno scorso a Budapest. Ma ora l'Italia, primo "partner", rischia di fare la fine del parente povero. E a pagarne le maggiori conseguenze, sarebbe proprio il Centro aponense."Gli accordi preliminari - spiega Gianfranco Sacchetti, uno dei responsabili locali della Licta - stabilivano che ogni Paese avrebbe ceduto al Ceats lo spazio aereo di competenza (per l'Italia, l'area cotrollata da Abano) in cambio di alcune contropartite". Prima fra tutte il trasferimento di parte dei controllori nazionali nella futura sede operativa di Vienna.
Inoltre il nostro Paese avrebbe provveduto all'addestramento dei nuovi tecnici nel "Ceats Training Center", per il quale è già stato individuato un sito vicino a Forlì. Agli otto aderenti sarebbe rimasto il controllo dei voli al di sotto dei 29.000 piedi. "Tutto questo in teoria - prosegue Sacchetti -. Perchè nell'accordo di Budapest non se ne fa menzione. Il protocollo fissa solo parametri operativi e organizzativi". Il pericolo, denuncia il sindacato, è che in cambio della cessione di una consistente parte della propria "sovranità", l'Italia si trovi ora con un pugno di mosche in mano. Eurocontrol, l'organismo europeo dal quale dipenderà il Ceats, ha già attivato bandi di concorso aperti anche a tecnici extraeuropei. "Insomma - prosegue Sacchetti - un neozelandese in possesso dei requisiti potrebbe lavorare a Vienna. E i nostri che resteranno alle dipendenze dell'Enav, che fine faranno? Pure la scuola di Forlì, a quel punto, sarebbe inutile".
Da mesi la Licta chiede ai ministri dei Trasporti e dell'Economia, Lunardi e Tremonti, una risposta chiara. Adesso ha deciso di rivolgersi anche a Galan, Presidente della Regione. "Finora - conclude Sacchetti - abbiamo ricevuto, in primo luogo da Eurocontrol, solo assicurazioni verbali di rispetto dei patti. Vogliamo un impegno formale. Altrimenti è meglio che l'Italia si ritiri dl progetto"
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