Due strade di fronte a Prodi
Il risultato elettorale del 9-10 aprile suggerisce due riflessioni:
1. La grande affluenza alle urne e il voto che spacca l'Italia a metà è tipico di un elettorato fortemente motivato, ma che vota più "contro" un candidato piuttosto che a favore dell'altro;
2. L'esigua maggioranza di cui gode il centro-sinistra al Senato difficilmente reggerà ad un'opposizione dura in vista delle tempeste economiche e internazionali che si stanno avvicinando.
Non c'è solo il rischio concreto di una "fuga in avanti" dell'amministrazione Bush sulla questione iraniana, ma la dinamica stessa delle molteplici crisi finanziarie ed economiche che abbiamo descritto sopra. Alla vigilia del voto, le agenzie di rating Fitch e Standard&Poor hanno minacciato l'Italia di una seconda retrocessione nel corso di quest'anno, definita inevitabile se il nuovo governo non applica una severa "disciplina di bilancio". A caricare la dose è poi intervenuta la finanziaria Goldman Sachs, che ha invitato i suoi clienti a stipulare contratti derivati sul credito per assicurarsi in caso di un'insolvenza dei titoli italiani. Questa leva finanziaria naturalmente aumenta la pressione sui BOT, che hanno già raggiunto uno spread di 32 punti con i titoli di stato tedeschi, il più alto dalla introduzione dell'Euro. Questa pressione mira, in prospettiva, ad aumentare le rendite sui titoli italiani, rendendo più difficile il finanziamento del debito e accelerando la crescita dello stesso.
La pressione dei mercati finanziari sull'Italia mira a ottenere un trasferimento di risorse dall'Italia al barcollante sistema finanziario internazionale, costringendo il governo a misure anti-sociali con il ricatto della "retrocessione" e, in lontananza, di una espulsione dall'Euro. In realtà si tratta di spettri inconsistenti, in quanto l'Italia, come ogni grande debitore, ha il coltello dalla parte del manico. Un'insolvenza dell'Italia lascerebbe i già malridotti fondi di investimento, che detengono metà del nostro debito pubblico, con un buco difficilmente colmabile, e potrebbe innescare il crollo dell'intero sistema. In realtà, i fondi cercano disperatamente occasioni di preda, e lo fanno creando un caso politico.
In questa prospettiva, il nuovo governo ha due alternative: obbedire alle pressioni internazionali andando incontro all'implosione interna, o impostare una strategia di resistenza e protezione e rilancio dei settori produttivi e della sicurezza sociale, cercando da subito la cooperazione fattiva con tutte le componenti produttive della società e preparando un dialogo anche con quelle forze dell'opposizione che convergono su questo obiettivo.
Il rifiuto di riconoscere il risultato elettorale da parte di Berlusconi e di altri della sua coalizione, specialmente se persisterà dopo il verdetto ufficiale della Cassazione, è costituzionalmente scorretto e istituzionalmente pericoloso.
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