RASSEGNA STAMPA

Il Mattino di Padova
2 marzo 2002
di Felice Paduano

Battaglia Terme
Crisi Magrini, tocca ai sindaci
Intanto una mostra ricorda i primi cento anni dell'azienda

BATTAGLIA. Allarme sociale per la ventilata chiusura dell'ex Magrini Galileo, che oggi si chiama esattamente Vas. Dopo la divulgazione della notizia, diffusa dai mass-media, scendono in campo quasi tutti i sindaci dei paesi, dove abitano i 235 lavoratori della grande azienda elettromeccanica di via Maggiore 15. Sono allarmati in modo particolare i primi cittadini di Battaglia, Due Carrare, Abano, Montegrotto, Galzignano, Momselice, Este, Pernumia, Tribano e San Pietro Viminario. Naturalmente il più preoccupato è il sindaco di Battaglia.
«La Magrini Galileo - afferma Velia Bevilacqua - non è una fabbrica qualsiasi. Per noi tutti è la Fabbrica per eccellenza. Non a caso il prossimo 8 marzo, alla scuola media statale Volta si apre una mostra tutta dedicata alla Nuova Magrini Galileo e intitolata «I cento anni di storia di un'industria». Tutta l'Amministrazione Comunale si batterà in modo molto energico contro l'eventuale chiusura oggi di proprietà della multinazionale franco-austriaca Vatech, con sede a Vienna. Lunedì mattina mi metterò in contatto con i sindacati, le Rsu e i rappresentanti della proprietà che si trovano a Bergamo. Il propetto, per fortuna, è ancora lontano e non è ancora ufficiale. Ma ricordiamoci che se la Magrini Galileo sarà effettivamente chiusa, tutta la provincia perderà un pezzo importantissimo della storia economica del Veneto. Nello stesso tempo non è ammissibile che 235 persone, di cui tante sono monoreddito, perdano in questo modo il posto di lavoro».
Rsu e sindacati s'incontreranno i primi giorni della settimana prossima per fissare la data delle quattro ore di sciopero, in programma entro la prima metà del mese.
«La mobilitazione delle tute blu della Vas - sottolinea Maurizio Geron della segreteria provinciale della Fim-Cisl - sarà capillare. Se il direttore delle risorse umane del gruppo Vas, il francese Barros confermerà le nostre preoccupazioni, cercheremo di coinvolgere nella lotta tutti i Comuni limitrofi, l'Amministrazione Provinciale, la Regione e i parlamentari padovani».
Le Rsu parlano però di probabile morte annunciata. «Se oggi ci troviamo in questa situazione - afferma Nicola Cappellozza della Cisl - è perchè la nuova proprietà non ha fatto niente per rilanciare la produzione. Dopo che la nostra azienda non ha più lavorato, in gran parte, per l'Enel, oggi sull'inesorabile via della privatizzazione, la Vas non ha effettuato investimenti e non ha posto in essere nessuno strumento efficace per il rilancio dei nostri prodotti».

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2 marzo 2002
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