La caduta libera delle quotazioni negli ultimi mesi
Il prezzo del petrolio non risponde alla legge della domanda e dell'offerta
Un'arma formidabile per mutare e condizionare le vicende e gli assetti geopolitici globali
Bisogna ricordare che il petrolio è sempre stato un'arma formidabile per mutare e condizionare le vicende e gli assetti geopolitici globali. Perciò la storia mondiale del petrolio è tristemente segnata, oltre che dai danni all'ambiente e alla salute, da guerre, colpi di stato, corruzione e assassinii.
Anche oggi non pochi esperti ed analisti del settore sottolineano che, dietro la decisione di far scendere il prezzo del petrolio, ci sarebbe anche l'intenzione dell'Arabia Saudita, condivisa con gli alleati americani, di colpire le economie della Russia e dell'Iran. Si tenga in considerazione infatti che le entrate petrolifere rappresentano il 60% delle entrate del governo dell'Iran e il 50% di quelle della Russia.
Una simile mossa venne fatta nel 1985 sempre dall'Arabia Saudita che, per un certo periodo di tempo, abbassò il prezzo del petrolio di 3,5 volte aumentando nel contempo la produzione di ben 5 volte. Gli sceicchi non dovettero rinunciare ai loro fasti, ma di conseguenza, nei grandi giochi della geopolitica mondiale, l'Urss venne messa in ginocchio .
Nelle ultime settimane il prezzo del greggio è sceso del 20-25 %. Il brent è sceso fino a toccare i 73/75 dollari al barile!
Chiaramente sono cambiamenti che non si possono addebitare alla legge della domanda e dell'offerta sul libero mercato. A giugno, il prezzo era di circa 100 dollari al barile e nello stesso spazio di tempo non vi sono stati crolli della domanda del 20% o simili riduzioni delle capacità produttive della Cina e di qualche altro grande Paese.
D'altra parte è noto che anche le impennate del prezzo del petrolio fino ad oltre i 150 dollari al barile nei mesi precedenti la crisi del 2007-8 erano frutto di speculazioni selvagge fatte con derivati finanziari e non delle variazioni nella domanda e nell'offerta globali.
Si ricordi in ogni caso che le Ioc (International Oil Companies) per riuscire a pagare le spese di investimento per ricerca ed esplorazione e garantire i dividendi ai propri soci devono avere un prezzo che non scenda sotto i 90 dollari al barile. Da ultimo, last but not least, si rammenti che c'è l'urgenza di nuove e più efficaci politiche rivolte alla riduzione delle emissioni a livello planetario.
In merito l'Onu, pochi giorni fa, ha lanciato ai governi un allarme, affermando che "se vogliamo evitare danni gravi diffusi e irreversibili al clima, bisogna ridurre il consumo di combustibili fossili." Il monito vale per tutti, ma crediamo valga anzitutto per i Paesi cosiddetti sviluppati , Usa ed Europa in primis.
Sintesi e titolazione a cura della redazione di Euganeo.it
Titolo originale: Petrolio, prezzo in caduta libera
|