RASSEGNA STAMPA

LiberEtà
aprile 2010
Romualdo Gara

Lo Spi denuncia: è una vergogna!
I pensionati italiani sono i più tartassati d’Europa
Pagano il 15 per cento in più di tasse dei colleghi francesi e tedeschi. Sulle loro spalle grava il 30 per cento del totale delle entrate Irpef. E il fisco fa la cresta sull'inflazione

I PENSIONATI ITALIANI sono 15 milioni e dalle loro tasche lo Stato preleva il 30 per cento di tutta l'Irpef. In Europa i pensionati non pagano le tasse.
Spremuti come limoni dal fisco: accade, pensate un po', ai pensionati, proprio quegli italiani che se la passano peggio. Sono proprio loro a non avere rivali in Europa in fatto di pressione fiscale. Con il 730 versano il 30 per cento di tutta l'Irpef che incassa l'agenzia delle entrate: dalle loro tasche escono infatti 44,1 miliardi di euro su un totale di 145,9 miliardi l'anno (che è quanto riesce a raccogliere il fisco dagli italiani). Dati che fanno arrabbiare, soprattutto se si pensa a tutti coloro che evadendo le tasse sottraggono alle casse statali più di cento miliardi di euro all'anno. Non solo, fa anche una certa rabbia sentire in Tv tutti quei sapientoni per cui il problema del debito pubblico è colpa delle tante pensioni. Invece la verità è un'altra: senza i pensionati lo Stato farebbe bancarotta. Ma a quale costo per le loro tasche vuote? Tra Irpef, addizionali regionali e comunali, drenaggio fiscale e compagnia bella nelle tasche dei pensionati italiani rimane in media il 15 per cento in meno rispetto a quelli dei maggiori paesi europei.
ITALIANI TARTASSATI. Questa realtà deprimente viene fuori da uno studio dello Spi Cgil che mette a confronto il nostro regime fiscale con quello di altri paesi europei. L'analisi comparata si basa sull'esempio di un pensionato senza carichi familiari, di età superiore a 65 anni e con un reddito annuo lordo di 13.700 euro, 1.054 euro al mese. Ebbene, in Italia l'imposta sul suo reddito ammonta al 15,1 per cento, se ha meno di 75 anni, e 14,8 per cento se ha più di 75 anni. La sua pensione netta, dopo il "prelievo", è rispettivamente di 11.631 e 11.675 euro.
FRANCESI E TEDESCHI NON PAGANO TASSE. A parità di potere d'acquisto, un pensionato tedesco (a partire da 64 anni) o uno francese (dai 65 anni in su) paga zero imposte e la loro pensione lorda corrisponde a quella netta: 13.700 euro. In Spagna l'aliquota ammonta, per esempio, al 2 per cento se si hanno meno di 75 anni e a zero se si hanno più di 75 anni. Nel Regno Unito si applica un'aliquota dell' 1,6 per cento a chi a meno di 75 anni e una dell'1,3 per cento a chi supera i 75 anni. Solo in Svezia i pensionati pagano di più, ma lì il livello e la qualità dei servizi raggiunti sono per noi inimmaginabili.
IL DANNO E LA BEFFA.In Italia i pensionati subiscono, invece, una serie di penalizzazioni sconosciute altrove: dalla struttura dell'Irpef che colpisce duro anche i redditi modesti, all'imposta sul reddito che non prevede agevolazioni a favore degli anziani; dall'effetto delle detrazioni d'imposta, inferiori rispetto a quelle previste perfino per i redditi da lavoro dipendente, agli effetti del drenaggio fiscale. Oltre al danno la beffa: all'enorme trattenuta fiscale, nel paese degli evasori, si aggiunge la perdita del potere di acquisto delle pensioni causata dall'inflazione e l'inefficienza del sistema assistenziale. Peggio di così!

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23 aprile 2010
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