ECONOMIA E LAVORO
Il senatorre Bedin chiede l'intervento del governo
L'Italia si prepari alle nuove regole commerciali per il tessile
Prima dell'abolizione delle quote di importazione

"L'Italia contribuisca a determinare la politica europea nel settore tessile e dell'abbigliamento, e lo faccia subito". È quanto chiede il senatore dell'Ulivo Tino Bedin in una interrogazione ai ministri interessati, in vista di due scadenze importanti: l'allargamento dell'Unione europea dal primo gennaio 2004, che aggiungerà mezzo milione di dipendenti diretti ai 2,1 milioni di lavoratori dell'industria tessile e dell'abbigliamento dell'UE, e la liberalizzazione del mercato dal primo gennaio 2005.
Un'occasione immediata per il governo italiano di fare qualcosa di concreto in favore delle aziende che operano nel tessile e nell'abbigliamento ora c'è: mandare alla Commissione europea osservazioni o contributi alla Comunicazione che la Commissione stessa ha emanato alla fine di ottobre, intitolata "Il futuro del tessile e dell'abbigliamento nell'Europa allargata".
"Il Parlamento - spiega il senatore Tino Bedin - non ha avuto notizia se il Governo intende interessarsi della cosa. Per questo ho chiesto ai ministri interessati non solo se intendono farlo, ma anche se non ritengano opportuno mostrarci le loro osservazioni prima di inviarle a Bruxelles".
L'interrogazione del senatore Bedin nasce dalla forte spinta che i numerosi artigiani del tessile e dell'abbigliamento stanno esercitando per arginare la concorrenza diventata assai aggressiva da parte di paesi quali la Cina, l'India e il Pakistan, e che ancor più lo sarà dopo che nel gennaio 2005 sarà completamente liberalizzato il mercato.

7 novembre 2003


10 novembre 2003
la-036
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Tino Bedin