ECONOMIA E LAVORO
Servono nuovi criteri statistici
Rapportare gli infortuni alle ore lavorate
Il senatore Tino Bedin chiede anche dati più frequenti

I dati sugli infortuni sul lavoro sono vecchi e inattendibili. Le conseguenze non sono solo per la statistica, ma per una efficace politica di prevenzione. Conoscere oltre un anno dopo la qualità e la qualità degli incidenti non consente di adottare tempestivamente misure per arginare fenomeni ripetitivi. Il tema è proposto al ministro del Lavoro e delle politiche sociali dal senatore Tino Bedin, parlamentare veneto dell'Ulivo, in un'interrogazione nella quale indica anche le soluzioni.
Innanzi tutto bisogna rendere più attendibili i dati. Oggi le statistiche sono fatte in rapporto al numero degli addetti esposti al rischio infortunistico; ma le nuove forme contrattuali (lavoro interinale, part time, ecc..) rendono il dato non più attendibile ed univoco. Esso va sostituito - secondo il senatore Bedin - con il numero di ore lavorate nel semestre, che meglio esprime il rapporto tra produzione e infortuni.
Il parlamentare veneto chiede poi di modificare i tempi di elaborazione dei dati. L'elaborazione, che oggi l'Inail fa, con un anno di ritardo, dovrebbe essere semestrale e completarsi nel primo mese successivo. In questo modo eventuali improvvisi rischi in alcuni settori potrebbero essere subito individuati e prevenuti.
Per queste modifiche, osserva il senatore Tino Bedin nell'interrogazione, non serve cambiare le leggi: basta un regolamento del ministro.

13 giugno 2003


13 giugno 2003
la-033
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Tino Bedin