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| ECONOMIA E LAVORO |
I punti deboli della delega al governo in tema di occupazione Il governo rende precario il lavoro giovanile mentre l'Europa punta sui giovani Possibile anche il contrasto con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione La Giunta per gli Affari Europei del Senato ha esaminato nelle sedute del 30 gennaio e del 6 febbraio il disegno di legge delega in materia di lavoro presentato dal governo.
Il senatore Tino Bedin ha ritenuto fondati le osservazioni ed i rilievi formulati dal relatore in merito alla compatibilità comunitari della proposta governativa. Più in generale egli considera tuttavia che l'impianto del provvedimento presentato dal Governo non sia coerente con gli indirizzi definiti nel Consiglio straordinario di Lisbona in materia di politiche dell'occupazione.
Venendo a considerare il merito della disciplina proposta osserva che essa, prevedendo l'eliminazione di una serie di garanzie e tutele della posizione dei lavoratori, sembra porsi in contrasto con il modello sociale europeo. In particolare l'esclusione dei nuovi assunti dalla disciplina di tutela contro i licenziamenti potrà essere un motivo che spingerà i giovani a non cercare occupazioni stabili, in contrasto con gli indirizzi dell'Unione europea. Analogamente incongrua appare l'esclusione dalla tutela dei lavoratori di cui si sollecita l'emersione. Nel complesso manca poi nell'iniziativa del Governo un'attenzione adeguata alle politiche dell'invecchiamento attivo, più volte sollecitate dall'Unione europea, nonché alle politiche di formazione il cui perseguimento è necessario per la costruzione della società della conoscenza. 6 febbraio 2002 |
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| 7 febbraio 2002 la-012 |
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