Pensiamo a Cadoneghe, prima che ai partiti
di Tino Bedin
E' cominciato l'ultimo anno per l'attuale amministrazione comunale di Cadoneghe. E' questo il tempo nel quale il dialogo tra concittadini si fa (o dovrebbe farsi) più intento, più costruttivo. A questo "Il Ponte" intende dedicare questi mesi, prima che la contrapposizione politica, prima che la preminenza degli schieramenti finiscano per far passare in secondo piano i programmi.
Avere obiettivi individuabili, misurabili nel tempo, giudicabili dagli elettori è un modo di far politica impegnativo, difficile, ma non più sostituibile con la sola scelta di schieramento. Ciò vale a tutti i livelli: non dico cioè che debba valere di più a livello comunale e meno a livello nazionale, dove ci sarebbe la "grande politica". Anche in Parlamento, anche al governo ci si deve, ci si sta abituando a scelte concrete.
Dopo l'Europa, il lavoro. Prendiamo l'Europa. La maggioranza dell'Ulivo ha proposto agli italiani il progetto di essere tra coloro che avrebbero fondato la moneta unica. Abbiamo operato in questa direzione con la consapevolezza che se non avessimo raggiunto questo obiettivo avremmo dovuto, politicamente, andare a casa: non perché non ci sarebbe più stata una maggioranza, ma perché avremmo sbagliato a governare.
Adesso abbiamo un'altra grande sfida: i giovani, il lavoro. Sono in parte lo stesso progetto, ma solo in parte. Anche nelle nostre zone, anche nel Padovano, i cerca-lavoro non sono più solo i giovani. In un sistema produttivo che ha una buona capacità di assorbimento si manifesta contemporaneamente una accentuata tendenza al "cambio" dei lavoratori. E poi ci sono le difficoltà tipiche dei giovani diplomati e laureati a trovare un lavoro che corrisponda all'impegno che hanno profuso nella preparazione.
Avevamo posto il problema di questo tipo di occupazione tra i punti centrali del programma dell'Intesa civica "Il Ponte" ormai tre anni fa. Pensavamo allora e pensiamo oggi, che l'amministrazione comunale di Cadoneghe (e non solo di questo nostro Comune, ovviamente) abbia un ruolo da svolgere.
Penso che si debba, si possa riprendere questo progetto, discuterne oggi e farlo diventare patrimonio della prossima amministrazione comunale. Oggi ci sono ancor più strumenti rispetto a tre anni. L'attività della maggioranza parlamentare dell'Ulivo e del governo Prodi ha infatti assegnato agli enti locali una serie di competenze in tema di lavoro che, in collaborazione con l'amministrazione provinciale e la regione, i comuni sono chiamate ad esercitare. Il trasferimento delle decisioni e delle attività più vicino ai cittadini è un altro degli impegni, che il Parrtito Popolare avevano preso e di cui si sono già percorse numerose e significative tappe.
Servizi più moderni. Per questo Cadoneghe dovrà attrezzarsi complessivamente in modo da conservare la propria capacità di autogoverno, ma contemporaneamente avere gli strumenti per amministrare meglio. La collaborazione fra amministrazioni comunali vicine, il mettere insieme molti servizi, il progettare non isolatamente il proprio futuro: ecco un altro progetto concreto che deve essere oggetto di discussione a Cadoneghe nell'anno che precede le elezioni. Conservare la propria municipalità, senza cedere all'illusione delle grandi dimensioni, e contemporaneamente non isolarsi è una scelta che il Partito Popolare propone qui a Cadoneghe ma anche in altre zone della provincia di Padova.
Occupazione e federalismo sono solo due esempi dell'intreccio che si sta rafforzando tra scelte comunali e scelte nazionali. Fare il parlamentare, insomma, è anche un modo per stare con i miei concittadini di Cadoneghe. Anche questo è un impegno concreto, e personale, che ho preso con loro.
| 12/06/1998 webmaster@euganeo.it |
il collegio senatoriale di Tino Bedin |