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Tino Bedin, nuovo assessore alla programmazione economica di Cadoneghe, aveva messo subito gli uffici municipali a fare i conti con la manovra economica decisa dal governo. E i conti del taglio del 10 per cento di molte spese locali sono risultati allarmanti per Cadoneghe. Per questo li ha portati in consiglio comunale.
Lei, assessore Bedin ha presentato ai consiglieri comunali un quadro preoccupante soprattutto per i cittadini. Ci dà qualche cifra?
"Il comune di Cadoneghe dovrebbe ridurre la propria spesa per l'acquisto di beni e servizi nella misura del 10 per cento rispetto a quanto speso in media nel triennio 2001-2003. Ma la dimensione del taglio che dobbiamo effettuare sarà in valori percentuali più elevato del 10 per cento, visto che a Cadoneghe l'ammontare della spesa per beni e servizi è aumentata significativamente tra 2001 e il 2003. Non si tratta di cifre da poco. Secondo quanto è scritto nella norma approvata dal Parlamento, su una disponibilità di 637.498 euro per l'acquisto di beni e servizi senza diritti soggettivi, la somma non impegnabile è di 336.137 euro; sono 650 milioni di vecchie lire; sono 130 milioni di vecchie lire al mese tra agosto e dicembre che non potremo impiegare. Sono soldi nostri; soldi dei cittadini di Cadoneghe; soldi che abbiamo già, che non chiediamo allo Stato o alla Regione. Siamo costretti ad accantonarli".
Lei dice che il Comune di Cadoneghe è costretto a tenere in frigorifero 130 milioni di vecchie lire al mese, mentre l'economia locale stenta ad imboccare la strada della produttività. Mentre le famiglie riducono i consumi, anche gli enti pubblici non spendono. Sembra di capire che la sua preoccupazione, assessore Bedin, non riguarda solo il bilancio comunale.
"Basta scorrere alcune voci di bilancio 2004 del comune di Cadoneghe soggette al "taglio" governativo per capire le conseguenze disastrose anche sul piano dell'economia generale. Subirà il taglio l'intera previsione di spesa per lo sportello unico per le attività produttive, che si sta progettando. Sarà taglieggiata metà della spesa per le reti informatiche e il 55 per cento di investimenti in hardware e software, cioè in strumenti che rendono più produttivo, veloce e trasparente il nostro Comune".
Pur in presenza di un bilancio sano, sarete costretti a ridurre le spese anche in settori per i quali avete i soldi, servizi sociali compresi?
"Anche la vita dei cittadini sarà "decurtata". Avremo un taglio sull'intero capitolo della manutenzione ordinaria delle strade; sull'intero capitolo del piano triennale per infanzia e adolescenza; sul 58 per cento della pubblica illuminazione; il 30 per cento del ricovero in istituti; il 65 per cento delle spese per manifestazioni popolari; il 45 per cento delle spese per manifestazioni culturali; il 73 per cento delle prestazioni della Protezione civile. L'elenco potrebbe continuare. Più che un decreto "tagliaspese", questo è un decreto "tagliavene": toglie sangue alle imprese, al commercio, alle famiglie, alla comunità".
Alcuni comuni hanno deciso iniziative clamorose, come quella di spegnere l'illuminazione pubblica per protesta. Lei, assessore Bedin, è stato duro in consiglio comunale ma non ha annunciato barricate.
"Noi abbiamo scelto la via istituzionale. Durante il dibattito parlamentare sul decreto sono state date interpretazioni riduttive. L'Associazione nazionale comuni italiani, l'Anci, ha elaborato una serie di criteri interpretativi con i quali si precisano l'ambito di applicazione del decreto tagliaspese, le materie escluse, il valore di alcune definizioni. Sulla base di questa interpretazione restrittiva, i tagli cui sarebbe costretto il Comune di Cadoneghe si ridurrebbero in maniera significativa a 51.251 euro; si passerebbe insomma da 650 a 100 milioni di vecchie lire. Non sarebbe una differenza da poco. Per questo abbiamo chiesto al consiglio comunale di fare propri questi criteri interpretativi, in modo da consentire ai dirigenti comunali di avere un indirizzo, ma soprattutto di ottenere dal governo una dichiarazione in questo senso. Su questo punto specifico ho sollecitato in consiglio l'adesione anche delle minoranze: non è venuta; me ne dispiace perché i soldi dei cittadini di Cadoneghe vanno difesi da tutti".
29 agosto 2004
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