Rapporto della Regione, Coletto: "C'è stata sfiducia nel vaccino"
Influenza in Veneto: 33 morti, 158 casi gravi
Ormai superata la fase peggiore
VENEZIA Sono 33 le persone morte in Veneto dopo aver contratto l'influenza stagionale. I casi complicati ammontano a 158, dei quali 88 in terapia intensiva e 11 pazienti gravissimi, che sono stati sottoposti alla terapia di ossigenazione extracorporea con la tecnologia Ecmo. I dati sono contenuti nel Rapporto sull'andamento dell'influenza stagionale in Veneto, che è stato diffuso ieri dal settore Promozione e sviluppo Igiene e Sanità Pubblica della Regione. Nella settimana compresa fra il 2 e l'8 febbraio (la diciassettesima di sorveglianza delle sindromi influenzali) la rete di monitoraggio (costituita da 80 medici sentinella) ha rilevato 665 casi per un'incidenza totale (in calo) di 62,1 malati per 10.000 abitanti. Sulla base di questo dato si può stimare che risultano 30.589 i veneti che si sono messi a letto durante la settimana. Va detto che il tasso regionale (62,1) è nettamente inferiore a quello medio nazionale, che si attesta attorno ai 95,7 casi ogni 10.000 residenti. Sul versante dell'incidenza specifica per classi d'età in Veneto, il Rapporto periodico rivela che il tasso, per i bambini fra gli zero e i quattro anni, è sceso significativamente nell'ultima settimana di rilevazione, passando da un valore di 248,2 casi ogni 10.000 abitanti ad uno di 127. È calato di quasi un terzo anche il tasso per la classe fra i 5 e 14, precipitato da 155,4 a 108,4. Buone notizie anche per la classe intermedia compresa fra i 45 e i 64 anni (da 61,4 a 54,3) e per la fascia degli over 65 (dove siamo passati dal 19,3 al 17,6). L'assessore regionale alla Sanità, il leghista Luca Coletto, tuttavia non molla la presa: "Teniamo ancora la guardia alta, ma questo Rapporto contiene rilevazioni che vanno nella direzione univoca del superamento della fase peggiore". "Purtroppo", aggiunge l'assessore, "stiamo registrando un elevato numero di decessi, decisamente superiore alle passate stagioni, ma il calo delle vaccinazioni ha colpito duro, soprattutto nelle fasce a rischio. Questo dato ci deve indurre a riflettere sulla necessità d'innescare un recupero di fiducia rispetti alla pratica vaccinale, dopo un'annata costellata di notizie fuorvianti sui suoi presunti, e non dimostrati, rischi e di incidenti di percorso come il ritiro dei lotti Fluad, che poi sono risultati a posto".
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