
REGIONE. Maratona con voto in piena notte su Finanziaria e Bilancio 2002
Sanità, dieci anni di cambiali per le Usl
«Spalmato» nel tempo il buco di 140 miliardi, rimasto nonostante l'aumento delle
tasse. Buona notizia: cala l'addizionale sul gas. Niente soldi all'aeroporto di Padova
di
Renzo Mazzaro
Il Mattino di Padova, 30 dicembre 2001
VENEZIA. La maratona sulla Finanziaria e sul Bilancio è finita all'una di notte (ora stimata alle
23 e 30 di ieri sera, quando erano cominciate le dichiarazioni di voto). Dopo lo scontro sulle
tasse, è stata una giornata di confronto in aula, niente di drammatico, nè di memorabile.
Amministrazione, solo dura amministrazione. Quintali di carte, grandi e piccoli problemi: dal
buco della sanità, alle infrastrutture, alla riduzione della spesa sociale, all'aumento di
stipendio di 9 segretarie di altrettanti presidenti di commissione.
Poteva mancare il provvedimento clientelare? Un milione al mese, all'incirca, aveva fatto i conti
qualcuno. Ma verso le cinque della sera è stato silurato dall'opposizione che, non avendo
nessuna presidenza, può permettersi il lusso di sparare alzo zero. Ci ha pensato Achille
Variati a far capire l'antifona: «I provvedimenti sul personale vengono adottati con leggi, non
con emendamenti infilati a tradimento» ha detto più o meno. Ok, i presidenti hanno ritirato la
manovrina. Le segretarie possono aspettare.
E' rimasto il buco della sanità. Il rincaro sull'Irpef e il bollo auto, attenutato rispetto
all'impostazione originaria, ha prodotto un mancato introuto per il Fisco regionale di 140
miliardi. Come fare? «La Regione - sostiene Margherita Miotto dell'Ulivo - ha trasferito il debito
alle Usl, sotto forma di cambiale da 14 miliardi all'anno. Anzi, peggio di una cambiale: se le
Usl avessero 10 cambiali, potrebbero andare in banca a scontarle già oggi. Non potranno
farlo: riceveranno la cambiale di spettanza anno per anno. Questo significa che erogheranno
minori servizi agli utenti. Se pensiamo che questo si accompagnerà ad una riduzione di 20
miliardi di spese nel sociale, abbiamo un'idea complessiva del taglio che viene apportato alla
spesa regionale in un settore decisivo, quello della salute dei cittadini».
E' una critica che Carlo Alberto Tesserin, forzista, presidente della 1ª Commissione che ha
istruito i tre Pdl di cui si compone la manovra (Tasse, Finanziaria e Bilancio), sembra
accogliere, pur senza dirlo: «E' stato un bilancio importante, che ha visto un grande scontro
sulle tasse, una successiva mediazione e poi una gestione razionale della spesa. Sono
riemerse le difficoltà tra la giunta e il Consiglio. Il presidente Galan si è richiamato alla
prossima stagione statutaria e ha fatto bene: è importante acquistare forza e dignità nei
confronti del governo centrale. Non esiste che per il fatto di avere un governo amico, le cose
siano diventate più semplici tra la Venezia e Roma».
Le buone notizie: scende l'aliquota sul gas metano. La giunta Galan l'aveva promesso, come
premio di consolazione, mentre annunciava il rincaro delle tasse. Promessa mantenuta: un
nuovo articolo aggiunto alla Finanziaria modifica le aliquote dell'addizionale regionale. Per i
consumi ad uso domestico, limitati alla cottura cibi e alla produzione acqua calda, la
sovratassa regionale resterà di 10 lire al metro cubo; per i consumi ad uso domestico fino a
250 metri cubi, la sovratassa regionale è ridoptta a 10 lire al metro cubo; per i consumi ad
uso domestico che superano i 250 metri cubi, la sovratassa si dimezza da 50 a 25 lire al
metro cubo.
Altra buona notizia, almeno per la maggioranza dei padovani: nessun finanziamento regionale
all'Aeroporto «Allegri» di Padova. L'ha confermato lo stesso presidente Galan: «La scelta
della giunta in materia di aeroporti è quella già indicata e cioè che il Veneto ha due sistemi
aeroportuali: quello di Venezia con Treviso e quello di Verona con il Catullo e lo scalo di
Montichiari. Qualsiasi altro finanziamento ad aeroporti rappresenta uno spreco e una
dispersione di risorse».
Infine, una conferma ad una decisione già annunciata negli auguri di Natale: l'archivio di Carlo
Scarpa resterà nel Veneto: «Quanto alla collocazione, sceglieremo tra le diverse possibilità.
Credo che la capitale dell'architettura possa essere Vicenza».
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