Italiani sempre più vecchi: problema che troppi ignorano
Nel 2020 raggiungerà l'età di 75 anni la generazione del dopoguerra
Occorre lanciare un grande progetto di prevenzione
Tutti i dati statistici, oggi disponibili, indicano con chiarezza che la media della durata di vita sta aumentando e che di conseguenza nei prossimi decenni si dovranno affrontare i problemi di una società che avrà una forte componente di soggetti anziani. Basti pensare che nel 2020 raggiungerà l'età di 75 anni la generazione del dopoguerra che ha usufruito del benessere e dei progressi della medicina.
Mentre non può che riempirci di gioia il fatto che molti vivano più a lungo e con una buona qualità di vita, non si deve dimenticare che i problemi sociali che ne derivano sono enormi.
Sembra tuttavia che l'Italia continui a comportarsi come se questi problemi non esistessero.
I politici, presi dalla necessità di tappare i buchi del passato, o al massimo del presente, non hanno né voglia né tempo per occuparsi del futuro. Un'agenda minima delle problematiche socio-sanitarie da prendere in considerazione include almeno i seguenti punti:
1) Con l'aumento della durata di vita frazioni sempre maggiori della popolazione saranno affetti da malattie croniche caratterizzate da poli-patologie, le classiche affezioni cardiovascolari saranno sempre più accompagnate da disturbi muscolo-scheletrici, respiratori, neurologici e metabolici, che diminuiranno l'autosufficienza degli anziani anche in vista delle malattie neuro-degenerative. La malattia di Alzheimer, accompagnata dalle varie forme di demenza, determinerà gravi problemi cognitivi per circa un quarto della popolazione che supererà gli ottanta anni (studio Monzino 80 più dell'Istituto Mario Negri). Anche i tumori continuano ad aumentare in rapporto con l'avanzamento dell'età. Questo quadro è già presente nella nostra società, ma diventerà insostenibile con l'aumentare della popolazione anziana, ovviamente gli ospedali non potranno occuparsi di tutte queste patologie croniche; potranno continuare a fare diagnosi e terapie urgenti, ma si dovranno trovare nuove forme di intervento. Aiuti alle famiglie, quando è possibile tenere gli anziani a casa, ricorso alle badanti, luoghi di assistenza medica, posti letto per non autosufficienti. Si tratta di forme di assistenza già in atto, in modo non coordinato, mentre è importante poter programmare i vari tipi di intervento conoscendone le dimensioni, la dinamica nel tempo, nonché i relativi costi. La discussione di questi problemi non trova oggi nessuna sede adeguata, e il timore è che se ne prenda coscienza solo quando divenga difficile intervenire.
2) La previsione di una società anziana, con tutti i problemi che ne derivano, implica la necessità di un grande programma di formazione per tutte le professionalità "dalle più modeste alle più alte" che si devono occupare degli anziani. Se non si programma in anticipo non vi sarà un numero sufficiente di medici esperti in Geriatria, tenendo presente che la Geriatria moderna non è solo medicina, ma è la capacità di interagire e di dare soluzione ai molteplici bisogni socio-sanitari degli anziani. La formazione deve essere estesa ad assistenti sociali, infermieri ed aiutanti, nonché ad oltre un milione di badanti già operanti in Italia e a coloro che si aggiungeranno nel prossimo futuro, per evitare che i loro interventi siano negativi. Un compito immane da far tremare i più esperti programmatori. In questo senso occorre fare appello anche a tutte le possibilità offerte dalla moderna tecnologia. Robotica e domotica (l'automazione della casa), oltre che essere d'aiuto all'anziano, possono divenire, se adeguatamente sostenute dalla ricerca, fonti di nuove attività produttive. Telematica, telefonia e computeristica, devono sviluppare sistemi friendly che possono essere facilmente utilizzati dagli anziani.
3) La maggior parte delle poli-patologie, sopra ricordate, non piovono dal cielo, ma derivano in gran parte da cattive abitudini di vita e dall'influsso dell'inquinamento ambientale: fumo, eccesso d'alcol, droghe, obesità, alimentazione incongrua, sedentarietà, sono alcuni dei fattori essenziali che hanno un forte impatto su quanto avviene poi nell'età avanzata.
Occorre perciò lanciare una grande e continuo progetto di prevenzione perché molti problemi possono essere evitati o dilazionati, riducendo così le necessità di intervento. Occorre mantenere la gente attiva, aumentando la durata dell'attività lavorativa, operando per mantenere sempre in funzione le capacità cognitive. Aiutare gli anziani ad utilizzare il tempo libero con azioni di volontariato al servizio di attività sportive e culturali, può rappresentare una straordinaria risorsa sociale.
Bisogna cominciare a parlare seriamente di questi problemi, utilizzando le esperienze già in atto in Italia ed in altri Paesi, creando luoghi di discussione, di studio e di ricerca. C'è qualche politico interessato?
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