"Gli anziani faranno sogni profetici" (cfr Gl 3,1). Tale era una delle profezie di Gioele per il tempo dello Spirito. Gli anziani faranno sogni e i giovani avranno visioni. (..)
In questa profezia contempliamo una realtà inderogabile: nei sogni dei nostri anziani molte volte risiede la possibilità che i nostri giovani abbiano nuove visioni, abbiano nuovamente un futuro -penso ai giovani di Roma, delle periferie di Roma -, abbiano un domani, abbiano una speranza. Ma se il 40% dei giovani dai 25 anni in giù non ha lavoro, quale speranza possono avere? Qui a Roma. Come trovare la strada?
Sono due realtà - gli anziani e i giovani - che vanno assieme e che hanno bisogno l'una dell'altra e sono collegate. È bello trovare sposi, coppie, che da anziani continuano a cercarsi, a guardarsi; continuano a volersi bene e a scegliersi. È tanto bello trovare "nonni" che mostrano nei loro volti raggrinziti dal tempo la gioia che nasce dall'aver fatto una scelta d'amore e per amore. A Santa Marta vengono tante coppie che fanno 50, 60 anni di matrimonio, e anche nelle udienze del mercoledì, e io sempre li abbraccio e li ringrazio della testimonianza, e chiedo: "Chi di voi ha avuto più pazienza?". E sempre dicono: "Tutti e due!". A volte, scherzando, uno dice: "Io!", ma poi dice: "No, no, è uno scherzo". E una volta c'è stata una risposta tanto bella, credo che tutti lo pensavano ma c'è stata una coppia sposata da 60 anni che è riuscita a esprimerla: "Ancora siamo innamorati!". Che bello! I nonni che danno testimonianza. E io sempre dico: fatelo vedere ai giovani, che si stancano presto, che dopo due o tre anni dicono: "Torno da mamma". I nonni!
Come società, abbiamo privato della loro voce i nostri anziani - questo è un peccato sociale attuale! -, li abbiamo privati del loro spazio; li abbiamo privati dell'opportunità di raccontarci la loro vita, le loro storie, le loro esperienze. Li abbiamo accantonati e così abbiamo perduto la ricchezza della loro saggezza. Scartandoli, scartiamo la possibilità di prendere contatto con il segreto che ha permesso loro di andare avanti. Ci siamo privati della testimonianza di coniugi che non solo hanno perseverato nel tempo, ma che conservano nel loro cuore la gratitudine per tutto ciò che hanno vissuto (cfr AL, 38).
Questa mancanza di modelli, di testimonianze, questa mancanza di nonni, di padri capaci di narrare sogni non permette alle giovani generazioni di "avere visioni". E rimangono fermi. Non permette loro di fare progetti, dal momento che il futuro genera insicurezza, sfiducia, paura. Solo la testimonianza dei nostri genitori, vedere che è stato possibile lottare per qualcosa che valeva la pena, li aiuterà ad alzare lo sguardo. Come pretendiamo che i giovani vivano la sfida della famiglia, del matrimonio come un dono, se continuamente sentono dire da noi che è un peso? Se vogliamo "visioni", lasciamo che i nostri nonni ci raccontino, che condividano i loro sogni, perché possiamo avere profezie del domani.
E qui vorrei fermarmi un momento.
Questa è l'ora di incoraggiare i nonni a sognare. Abbiamo bisogno dei sogni dei nonni, e di ascoltare questi sogni. La salvezza viene da qui. Non a caso quando Gesù bambino viene portato al Tempio è accolto da due "nonni", che avevano raccontato i loro sogni: quell'anziano [Simeone] aveva "sognato", lo Spirito gli aveva promesso che avrebbe visto il Signore.
Questa è l'ora - e non è una metafora - questa è l'ora in cui i nonni devono sognare. Bisogna spingerli a sognare, a dirci qualcosa. Loro si sentono scartati, quando non disprezzati.
A noi piace, nei programmi pastorali, dire: "Questa è l'ora del coraggio", "questa è l'ora dei laici", "questa è l'ora…". Ma se io dovessi dire, questa è l'ora dei nonni! "Ma, Padre, lei va indietro, lei è preconciliare!". E' l'ora dei nonni: che i nonni sognino, e i giovani impareranno a profetizzare, e a realizzare con la loro forza, con la loro immaginazione, con il loro lavoro, i sogni dei nonni. Questa è l'ora dei nonni.
Discorso all'apertura del Convegno ecclesiale della diocesi di Roma
Basilica di San Giovanni in Laterano, giovedì 16 giugno 2016
Titolazione e sintesi a cura della redazione di Euganeo.it