VECCHIAIA
Il deterioramento cognitivo negli anziani
Si può rallentare il "consumo della mente"
L'esperienza dell'IRA di Padova e le ricerche scientifiche


"Deterioramento cognitivo e demenza delle persone anziane" è stato il titolo del convegno organizzato dall'IRA, Istituto di Riposo per Anziani di Padova, tenuto presso la Sala Polivalente del Centro Diurno "Casa Gidoni" a Terranegra. Il Centro è la nuova struttura dell'IRA destinata all'accoglienza diurna degli anziani non autosufficienti.
"Questa è la prima volta in cui Casa Gidoni ospita un'iniziativa pubblica connessa con la vita dell'anziano" ha dichiarato il presidente dell'IRA Tino Bedin. "L'iniziativa vuol essere anche un segnale dello spirito di interazione fra il territorio e gli ospiti che frequentano questo Centro, nella scelta di sostenere la domiciliarietà presso le proprie abitazioni." Bedin ha poi annunciato che i temi del convegno saranno oggetto di un corso di aggiornamento destinato ai dipendenti dell'ente che ha ringraziato per la qualità dell'assistenza erogata agli ospiti.
L'Assessore ai Servizi sociali del Comune di Padova Claudio Sinigaglia, dopo aver sottolineato la presenza di ben 50 mila anziani al di sopra dei 65 anni nel territorio comunale, pari al 25% della popolazione, si è soffermato sull'aspetto di "vita attiva" che è possibile garantire all'anziano grazie ad iniziative quali Casa Gidoni. "Casa Gidoni rappresenta un punto di riferimento importante" ha concluso l'assessore "per mantenere alta la qualità della vita degli anziani e allontanarne nel tempo la residenzialità presso gli istituti di riposo".
Nei temi del convegno è quindi entrato il geriatra Fabio Tamellini, medico coordinatore dell'IRA, il quale ha illustrato la definizione, la classificazione e l'epidemiologia del deterioramento cognitivo e della demenza senile: "La demenza è un fenomeno che colpisce il 73% degli ospiti dell'IRA, ma di questi soltanto un scarsa parte è alettata. Questo risultato si deve ai protocolli adottati dall'ente e alla qualità dell'assistenza data dai suoi dipendenti." Tamellini si è quindi soffermato sulle tipologie di demenza, sottolineando che "l'Alzheimer e le patologie vascolari quali l'arteriosclerosi rappresentano oltre la metà delle cause di deterioramento cognitivo prima e demenza poi, ma ad esse vanno aggiunte numerose altre patologie non sempre di facile identificazione." Tamellini ha quindi illustrato gli esami e i test cui è spesso necessario sottoporre l'anziano per giungere ad una diagnosi, e quindi ad una terapia, corrette.
Il geriatra Valter Giantin del Dipartimento Interaziendale dell'Anziano, ha quindi esteso la descrizione delle problematiche cliniche. "Dopo i 90 anni le problematiche cliniche investono il 40% degli anziani, e nel 2050 si stima che, nei paesi in via di sviluppo, interesseranno una quota percentuale della popolazione doppia rispetto al mondo occidentale. Non manca però la risposta da parte del mondo della ricerca: nel caso del diffusissimo alzheimer si è già identificata la proteina che lo determina e su di essa si sta lavorando per giungere ad un vaccino, anche se i primi risultati non sono eclatanti."
Ha concluso il docente di Neuropsicologia dell'Università di Padova Gianfranco Denes illustrando gli approcci terapeutici e riabilitativi: "Precisiamo subito che non esistono farmaci che prevengano e curino le patologie mentali dell'anziano" ha esordito Denes, "ma sono molto incoraggianti le terapie riabilitative, anche se è necessario effettuare dei distinguo. Per esempio non è corretto spronare l'anziano ad intraprendere attività nuove, come corsi di lingua straniera, ma è corretto puntare a rafforzare le funzioni che già sa compiere. In questo modo si eviterà di fargli fare grandi sforzi, e si otterrà il risultato di non fargli perdere, o quantomeno di rallentare notevolmente le funzioni che gli sono proprie."

26 marzo 2009


6 luglio 2009
ve-033
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