![]() |
| TINO BEDIN |
Lettera dal Senato. 82 /1 aprile 2004 Passa al Senato il superamento del limite dei due mandati Tre volte sindaco al massimo di tremila cittadini Poche righe di modifica, su cui ora deve votare la Camera di Tino Bedin Cari amici,
ai sindaci nei comuni al di sotto dei tremila abitanti potrebbe essere consentito il terzo mandato consecutivo. L'aula del Senato ha approvato mercoledì 31 marzo - a favore centrosinistra, Fi, An, Udc; contraria la Lega (ma anche diversi senatori di An) - la modifica al testo unico sull'ordinamento degli enti locali. Grazie al buon senso del centrosinistra e ad alcuni senatori della maggioranza che hanno fatto prevalere l'interesse generale su quello particolare siamo riusciti ad approvare un disegno di legge che premia le buone amministrazioni.
La maggioranza terrà alla Camera? Di positivo c'è che in questa occasione, ed è la prima volta che succede al Senato dal giugno del 2001, in materia istituzionale, maggioranza ed opposizione si sono incontrate a metà strada.
Poche righe per cinque anni. Si tratta di un provvedimento di poche righe - è rimasta solo la disposizione sul terzo mandato - dopo che un emendamento diessino (passato grazie al sostegno del centrosinistra e della Lega) ha cancellato le altre disposizioni sui rapporti tra sindaco e consiglio comunale. In sintesi, l'aula ha eliminato il passaggio di competenze al consiglio (ad esempio, nomina o revoca di rappresentanti presso enti e aziende, adozione dei piani territoriali, determinazione delle aliquote dei tributi) e la sfiducia motivata della giunta. E non solo: dal testo originario (messo a punto in commissione) spariscono anche i poteri sostitutivi del sindaco nei confronti di dirigenti e dipendenti inadempienti e il potere attribuito al consiglio comunale di discutere le delibere della giunta. Mantenere anche gli impegni con i consigli comunali. Nel corso del dibattito in Senato è stata condivisa da molti la necessità di un provvedimento organico che, con gli opportuni riequilibri del sistema delle competenze fra sindaci, giunte e consigli, risolva l'indubbia sofferenza istituzionale oggi rappresentata dalla relazione tra sindaco e giunta da una parte e consiglio comunale dall'altra. C'è un ruolo di rappresentanza che va valorizzato nella sua valenza politica, istituzionale e democratica. Un'assemblea che si riduce ad appoggiare gli esecutivi perché non vi è altra possibilità, interrompe il rapporto dialettico con la maggioranza e l'opposizione, perché la maggioranza è prigioniera della giunta e l'opposizione finisce con il parlare spesso a se stessa. Tino Bedin Roma, 1 aprile 2004
|
|
|
| 21 maggio 2004 tb-083 |
scrivi
al senatore Tino Bedin |