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Lettera dal Senato. 45di Tino Bedin
Il 2001 comincia con più risorse. Le risorse finanziarie a disposizione
all'agricoltura sono destinate ad aumentare nel 2001. Aumentano rispetto agli stanziamenti
previsti per il 2000; ma aumentano anche rispetto alle previsioni iniziali del governo,
dopo l'intervento della Camera. Per il Ministero delle politiche agricole e forestali la
Finanziaria in discussione al Senato, prevede una spesa complessiva di 2.753,6 miliardi.
Rispetto alla spesa prevista nel bilancio assestato per lanno 2000, pari a
2.035 miliardi, l'aumento è di 718 miliardi.
L'agricoltura e la pesca potranno fra l'altro attingere ai 150 miliardi destinati al fondo
per lo sviluppo dell'agricoltura previsto dalla legge 144 del 1998.
In tema di destinazioni specifiche la Finanziaria si segnala al comma 10 dell'articolo 57
con l'assegnazione di 450 miliardi alle regioni per le politiche agricole, finora assunte
dallo Stato: è questo regionalismo vero, fatto di poteri ma anche di risorse.
Il 2000 si conclude con l'agricoltura tornata settore primario. L'aumento delle
risorse disponibili, che ha caratterizzato progressivamente questa legislatura, non nasce
da una logica di sopravvivenza ma da un progetto di sviluppo. L'operazione più importante
fatta in questi anni è stata infatti quella di assegnare un peso politico maggiore
all'agricoltura.
C'è quasi un simbolo della ritrovata centralità dell'agricoltura: per la prima volta è
stato istituito il Tavolo agricolo, luogo di confronto e di concertazione fra il Governo e
le parti sociali professionali ed economiche del mondo agricolo, allargando i tradizionali
confini di una concertazione limitata alla Confindustria e ai sindacati dei lavoratori
dipendenti.
Oggi dunque l'agricoltura nel nostro Paese ha più forza e più dignità. Lo si deve al
lavoro fatto, nel corso di questa legislatura, dal Governo e dal Parlamento. In questo
lavoro l'Ulivo è stato guidato alcune idee-forza: la scelta strategica della qualità, la
sicurezza alimentare, il nesso stretto tra prodotto e territorio, lo sviluppo dal basso,
il ricambio generazionale, larmonizzazione dei costi di produzione ai costi medi
europei, la programmazione degli interventi, il valore della ricerca, il decentramento e
la semplificazione amministrativa.
La sintesi di questo progetto è in un'altra novità: la legge di orientamento in
agricoltura, già approvata dal Senato e all'esame della Camera dei deputati proprio in
questi giorni. Si tratta di una legge delega strategica per l'accrescimento della
competitività e della multifunzionalità dellagricoltura, nello spirito della nuova
Politica agricola comune fissata da Agenda 2000.
Alcune leggi attese e significative. I tempi lunghi della legge di orientamento
segnalano che si tratta certo di processi in corso, non compiuti; ma la direzione è
giusta. Da questa nuova visione strategica nascono infatti importanti leggi per
l'agricoltura italiana:
- il decreto legislativo n. 173 del 1998, relativo ai costi di produzione in agricoltura,
al rafforzamento strutturale delle imprese agricole, alle quali sono stati estesi gli
strumenti della programmazione negoziata;
- la legge pluriennale degli interventi programmati in agricoltura, la prima dopo
moltissimi anni;
- la legge sui traccianti di evidenziazione del latte in polvere per uso zootecnico; la
legge sull'etichettatura dell'olio extra vergine di oliva made in Italy, sulla
quale dopo la sentenza della Corte di Lussemburgo bisogna ritornare per trovare consenso
europeo;
la legge per la valorizzazione dell'imprenditoria giovanile in agricoltura;
la riforma dei consorzi agrari;
- le riforme istituzionali relative al Ministero; la soppressione dell'Aima e
l'istituzione della Agea; la riforma degli enti di ricerca in agricoltura; l'unificazione
Ismea-Cassa per la formazione della proprietà contadina; nello spirito della più ampia e
complessiva opera di riforma e modernizzazione della pubblica amministrazione e dello
Stato, in direzione del decentramento e del federalismo.
Varie emergenze hanno colpito l'agricoltura: dalla vicenda delle quote latte alla crisi
agrumicola, dalla vicenda dell'olio di oliva alla crisi risicola, alla drammatica e
ripetuta influenza aviare che ha colpito gli allevamernti avicoli della Bassa padovana,
oltre ad alcuni fenomeni gravi come i polli alla diossina o la BSE, che hanno allarmato ed
allarmano opinione pubblica italiana ed europea. A queste emergenze, certamente ancora
attuali e non definite, si è cercato di dare non solo risposte di carattere
congiunturale, ma anche di carattere strutturale, affrontando con serietà e rigore i nodi
nazionali e comunitari (si notino, ad esempio, il settore del latte, il piano agrumicolo e
l'olio di oliva).
Capacità italiana di decisione in Europa. La seconda grande novità di questa
legislatura (conseguenza della nuova considerazione strategica dell'agricoltura) è la
riacquistata capacità negoziale dell'agricoltura italiana in Europa. Un risultato molto
concreto, che riguarda anche i prossimi anni, è il successo ottenuto dall'Italia nella
definizione di Agenda 2000 (con decisioni positive da tutti riconosciute nei settori del
latte, delle carni bovine e del vino). In quella sede l'agricoltura è stata protagonista
e non merce di scambio. Più recentemente questa capacità di determinare decisioni in
Europa si è manifestata sulle questione dell'OCM ortofrutta, come momento di riequilibrio
fra produzioni mediterranee e produzioni continentali, e nelle iniziative contro la
"mucca pazza".
Determinante è stato ed è inoltre il ruolo sostenuto dall'Italia nell'elaborazione della
posizione comune dell'Unione europea in sede di trattativa per il rinnovo del trattato sul
commercio mondiale (WTO), posizione caratterizzata dalla difesa della qualità, delle
denominazioni di origine e della sicurezza alimentare.
Scelte che si consolidano nella Finanziaria 2001. La Finanziaria 2001 conferma e
consolida le scelte innovative compiute nel corso della legislatura. Ecco alcuni punti
significativi:
- le agevolazioni per i giovani imprenditori agricoli in materia di fabbricati rurali e in
materia di imposta sulle successioni;
- la riduzione dell'IRAP dal 2,3 al 1,9 per cento; gli interventi per la ristrutturazione
delle imprese in crisi; i benefìci fiscali e contributivi per la pesca; la riduzione di 8
punti dell'accisa sul gasolio agricolo e azzeramento dell'accisa per il gasolio utilizzato
nelle serre; la proroga del regime speciale IVA per i produttori agricoli;
- l'approvazione del finanziamento dei patti territoriali dellagricoltura e della
pesca: 3.750 miliardi di lire, di cui 2.216 miliardi a carico dello Stato (solo questo
finanziamento supera l'intera finanziaria agricola approvata dal Governo Berlusconi per il
1995); il pagamento da parte dello Stato delle garanzie concesse dai soci di cooperative
agricole 230 miliardi; le norme per lestinzione anticipata e la rinegoziazione dei
mutui di miglioramento agrario e fondiario.
In Europa per competere nella globalizzazione. Si tratta di decisioni che legano
più saldamente che in passato la nostra agricoltura alla dimensione europea definita in
Agenda 2000 e alla dimensione regionale, consolidata dal riconoscimento della titolarità
delle Regioni su gran parte del settore primario. Anche queste condizioni ancora da
perfezionare sono comunque il segno di risultati positivi: il regionalismo che si realizza
e la possibilità dell'Italia di parlare in Europa a pieno titolo. Non era scontata
all'inizio della legislatura né la prima né la seconda condizione.
Si rafforzano così le condizioni indispensabili per competere con l'Europa nella sfida
dell'allargamento che è quella più prossima ed impegnativa. La vera posta in gioco però
non è dentro l'Unione, ma fuori dell'Unione; è nella trattativa del Millennium Round:
sfida di prezzi, di mercato, di qualità dei prodotti, di clausole sociali per i
produttori, di sicurezza per i consumatori.
La Finanziaria con la quale l'Ulivo conclude cinque anni di governo ha precise scelte da
proporre ai cittadini per questa sfida. Ne segnalo due:
- il fondo per incentivare misure ed interventi di promozione dello sviluppo sostenibile
con una dotazione di 200 miliardi per il 2001;
- il fondo per lo sviluppo dell'agricoltura biologica, alimentato da un contributo statale
e da un contributo annuale a carico delle aziende venditrici di prodotti fitosanitari.
L'Italia si attrezza per giocare da protagonista, proprio mentre iniziative mondiali non
riescono ad esprimere decisioni: dopo il fallimento di Seattle negli Stati Uniti abbiamo
registrato il fallimento dell'Aia in Olanda. Sono due fallimenti diversi, ma che
riguardano entrambi la sfida del futuro.
L'agricoltura è ora un tema "elettorale" E' con proposte che riguardano
questo futuro del tutto incerto e in buona parte da costruire che si fa campagna
elettorale; non era così appena cinque anni fa; non è stato così nella campagna
elettorale che ha portato alla nascita di questo parlamento. Ora nella campagna elettorale
che coinvolgerà gli italiani in primavera l'agricoltura, la pesca, il cibo avranno
udienza, costituiranno oggetto di confronto e di scontro.
Cinque anni di governo dell'Ulivo hanno contribuito a questa trasformazione culturale. Il
settore agricolo e alimentare del nostro Paese rappresenta oggi uno dei sistemi più
significativi di alta qualità al mondo. Basti pensare agli oli extravergini di oliva, ai
formaggi, ai vini, alle arance, alle paste, al cioccolato. La forza di questi prodotti è
la qualità, il forte legame con il territorio e con lambiente umano e naturale da
cui provengono Non solo per merito della politica, certo. Ma senza la politica, senza le
leggi, senza le decisioni in Italia e quelle costruite (o contrastate) in Europa questo
non sarebbe avvenuto.
Tino Bedin
29 dicembre 2000
| 17
gennaio 2001 webmaster@euganeo.it |
il
collegio senatoriale di Tino Bedin |