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Lettera dal Senato. 37
11 aprile 2000
Arriva nell'aula del Senato la "legge di orientamento"
Gli obiettivi italiani
di un'agricoltura già europea e mondiale
Indispensabile fissare le esigenze nazionali, mentre si realizza Agenda 2000, si rilancia la politica euromediterranea, riprende il dialogo sul commercio mondiale

di Tino Bedin

Il titolo è "Disposizioni in materia di apertura e regolazione dei mercati". E' un corposo disegno di legge di iniziativa governativa, attraverso il quale l'Italia partecipa alla creazione in Europa di "un mercato interno completo e pienamente operativo", come dice uno dei capitoli del documento approvato dalla recente sessione straordinaria del Consiglio Europeo a Lisbona. Un capitolo di questo disegno di legge (che ha concluso al Senato la fase delle commissioni e sarà all'esame dell'Aula dopo le elezioni regionali) è dedicato all'agricoltura e alla pesca. Si tratta di due articoli (resi più precisi e completi dal lavoro del Senato) che costituiscono la "legge di orientamento agricolo", cioè lo strumento legislativo a lungo atteso dall'imprenditoria agricola, che delinea gli scenari e le linee di evoluzione del settore, dettando un sistema di regole coerenti e improntate a criteri di semplificazione, razionalizzazione e modernizzazione.
Già il "contenitore" della legge di orientamento agricolo è significativo. L'aver finalmente inserito l'agricoltura come componente essenziale della più generale mondializzazione dell'economia europea ed italiana è il segnale della definitiva scelta che governo e parlamento hanno compiuto in questi anni: pensare ed attuare gli interventi in agricoltura non come sostegno ad un settore "debole" e "da difendere", ma come offerta di maggiori opportunità ad un settore in grado di produrre beni indispensabili e ricchezza per i suoi operatori.
Continuare sulla strada dell'assistenza e della protezione non porterebbe del resto da nessuna parte, considerando lo scenario nel quale la legge di orientamento nasce.

L'attuazione di Agenda 2000
A livello europeo siamo nella fase di definizione operativa delle scelte contenute in Agenda 2000 per quanto riguarda il mercato interno all'Unione. Fin da quest'anno la Commissione Europea ha preannunciato che modificherà i regolamenti dell'organizzazione del mercato dell'olio d'oliva, del riso, dello zucchero (e anche del luppolo, che a noi interessa meno). Verrà modificato il regolamento del 1992 sulle denominazioni geografiche e di origine e sarà creato un fondo di regolamentazione per la carne suina. Se, attraverso la legge di orientamento, il parlamento avrà già indicato le linee dello sviluppo dell'agricoltura italiana, sarà più agevole condurre a Bruxelles una trattativa coerente con le esigenze delle imprese agricole italiane.
Sono trattative che si incroceranno (già si incrociano) con quelle relative all'allargamento, da una parte, e alla ridefinizione della politica mediterranea dell'Unione, dall'altra. La presidenza francese dell'Unione ha già programmato per il prossimo novembre una Conferenza euromediterranea, alla quale l'Italia annette grande importanza (anche i parlamenti nazionali, secondo me, dovrebbero essere coinvolti), e che quindi occorre preparare con cura, sapendo che l'agricoltura e la pesca sono inevitabili ed essenziali componenti della politica euromediterranea.
Infine, dopo il fallimento di Seattle e l'appuntamento interlocutorio di Ginevra, la trattativa dell'Organizzazione mondiale del commercio riprenderà necessariamente. Anche in questo confronto mondiale l'agricoltura è protagonista e l'Italia deve avere idee chiare sulla sua agricoltura per contribuire ad un progetto condiviso ma non penalizzante.

Globalizzare anche le regole italiane
Lo scenario nel quale produce e commercia l'agricoltura italiana è dunque già globale, dal punto di vista delle "regole", oltre che della diffusione dei prodotti. Sotto questo aspetto, il disegno di legge nel quale è contenuta la legge di orientamento agricolo non compie il passo definitivo. In queste "Disposizioni in materia di apertura e regolazione dei mercati" c'è un capitolo intitolato "Incentivi e internazionalizzane dei mercati", dedicato alle piccole e medie imprese e al sostegno alla globalizzazione dei nostri operatori economici. In questo capitolo l'agricoltura e la pesca non ci sono. Non c'erano nel disegno di legge originario e non ci sono nel testo che commissioni hanno contribuito ad arricchire e che sarà discusso nell'Aula del Senato.
A dire il vero il tema della internazionalizzazione dell'agricoltura italiana non è sfuggito al Senato e nel testo per l'Aula gli articoli relativi alla legge di orientamento agricolo contengono ora precisi riferimenti a questa componente. La commissione Agricoltura ha chiesto infatti di prevedere "strumenti moderni ed efficaci per la commercializzazione e la valorizzazione, sui mercati internazionali, dei prodotti agroalimentari italiani, con particolare riferimento alle produzioni tipiche e di qualità". Anche in questo caso, senza inventare nulla: basterebbe adattare alla situazione italiana la positiva esperienza della Sopexa, la società pubblica francese per lo sviluppo delle vendite dei prodotti agricoli e alimentari.
Il testo all'esame dell'Aula è un risultato positivo, che assumerà un più chiaro significato di svolta se nel successivo lavoro parlamentare riusciremo a collegarlo - come ho detto - al più generale interesse per la internazionalizzazione della piccola e media impresa contenuto nel disegno di legge.

11 aprile 2000


11 aprile 2000
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