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Lettera dal Senato. 36
4 aprile 2000
Una prospettiva della società della conoscenza

La "nuova democrazia" di Internet:
dalla partecipazione alla codecisione
L'informazione pubblica è centrale per le istituzioni: dall'Unione Europea al Comune

di Tino Bedin

La conoscenza è stata la parola-guida al Consiglio europeo straordinario che il 23 e 24 marzo si è riunito a Lisbona. Non è la conoscenza in generale che ha interessato i discorsi dei capi di stato e di governo dei quindi Paesi dell'Unione europea. E' la conoscenza elettronica; meglio: la conoscenza resa possibile dalla diffusione di Internet. Questa conoscenza sta già creando la "nuova economia", ma è anche matrice di una "nuova democrazia". Sono due prospettive che l'Unione Europea sta seguendo con la necessaria attenzione.
La nuova economia è già evidente; basta seguire l'andamento della Borsa (che tutti i cittadini - anche quelli che non hanno i soldi da investire in azioni - sono "costretti" a conoscere da un'informazione televisiva che ne ha fatto uno dei temi fissi), ma basta anche vedere la diffusione dei telefonini (ormai vissuti alla stregua dell'orologio: non si esce di casa senza orologio al polso e senza telefono in tasca).
Meno evidente è per ora la "nuova democrazia" che Internet e tutta la strumentazione che precede e segue la Rete è destinata a creare.
L'informazione pubblica. Il tema non è "filosofico", o comunque non è solo teorico. Ha già contenuti estremamente pratici e richiede comportamenti nuovi delle istituzioni, a cominciare dai Comuni.
Anche in questo settore l'Unione Europea ha avviato ricerche ed anche gli investimenti. Ad esempio, il 20 gennaio di quest'anno l'Unione ha pubblicato il "Libro verde sull'Informazione pubblica nella società dell'informazione". E' un documento che governi ed istituzioni europee hanno già fatto oggetto di discussione ed alcuni risultati di questi approfondimenti sono stati portati al Consiglio europeo di Lisbona e lì sono diventati decisioni ed orientamenti dell'Unione.
Il punto di partenza è che l'ingente patrimonio di informazioni che le amministrazioni pubbliche raccolgono, trattano e producono nel corso della loro attività, rappresenta una risorsa per le rispettive comunità. L'accesso ai documenti e alle proposte che portano a decisioni politiche ed amministrative rappresenta il presupposto di forme di democrazia più trasparente, ma soprattutto mettono in condizione - almeno ad alcuni livelli istituzionali - di cambiare la finalità stessa della informazione.
Un Consiglio grande come un Comune. Vediamo il Comune, che è l'orizzonte che più da vicino interessa i cittadini. Finora ed ancora oggi l'informazione comunale è stata ed è finalizzata a fornire elementi per favorire la partecipazione. La comunicazione è il prolungamento dello storico "incontro in piazza", serve a far sentire unita (anche se non unitaria) una comunità. L'informazione stampata, la stessa informazione televisiva sono sostanzialmente una "piazza municipale" più ampia. E' una dimensione senz'altro importante, per molti versi ancora da completare in tutte le sue potenzialità.
Internet offre una prospettiva diversa. Grazie alla rete è - come ho detto - lo stesso processo decisionale che può essere messo a disposizione dei cittadini. Senza investimenti colossali, i cittadini possono conoscere l'intero percorso di una decisione, sia nei suoi contenuti tecnici sia nelle sue scelte politiche. Di più: Internet consente un dialogo immediato fra cittadini ed istituzioni ed un dialogo circolare in tempo reale e trasparente fra i cittadini interessati a quella decisione.
Per scegliere un'immagine, possiamo dire che come la comunicazione comunale tende a ricreare "la piazza municipale", così l'informazione pubblica in Internet tende a creare il "consiglio comunale aperto". La democrazia cambia: dalla partecipazione è possibile arrivare alla "codecisione". Molte più persone possono cioè decidere insieme, avendo le medesime informazioni.
L'adeguamento della politica. Non cambia solo il comportamento delle istituzioni. Anche i gruppi politici hanno il dovere di adeguarsi alla democrazia della codecisione, di contribuire alla società dell'informazione. E' una scelta impegnativa: dal punto di vista organizzativo (richiede risorse umane, volontariato ed anche risorse economiche), ma anche dal punto di vista democratico, perché comporta una "disseminazione" del potere con il venir meno dei "luoghi" noti del confronto e della decisione.

4 aprile 2000


4 aprile 2000
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