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Lettera dal Senato. 34
di Tino Bedin
Ho applaudito due volte, mercoledì 22 dicembre, il discorso con cui Massimo D'Alema è
venuto a chiedere e a motivare la fiducia del Senato per il suo governo. L'ho applaudito
alla fine, assieme ai colleghi della maggioranza, come era giusto per sottolineare la
condivisione politica. L'ho applaudito, questa volta cominciando assieme a qualche altro,
nel passaggio che ho sentito più urgente ed insieme più "mio". Non solo mio,
certo, ma di una storia di impegno culturale e politico del cattolicesimo democratico che
ha portato un leader della sinistra a pronunciare parole come queste: "Quella che
abbiamo in mente, dunque, è una società moderna, attenta alle ragioni e alle esigenze
del singolo, capace di non abbandonare nessuno al proprio destino. Famiglia, assistenza,
inclusione, salute: su questi capitoli si sono avviate riforme profonde con un'identica
matrice, valori e ispirazioni comuni: l'idea che al centro - al centro di tutto - debba
essere solo ed esclusivamente l'integrità della persona. La libertà di essere padri e
madri anche quando ciò è più difficile per le condizioni economiche della coppia o per
le difficoltà di un bambino non sano. La sua integrità fisica e, dunque, la scelta di
porre al centro della riforma della sanità i temi dell'inclusione e della prevenzione.
L'idea che la salute - il diritto a stare bene - è un diritto universale da garantire a
tutti, mentre il diritto dei malati deve essere quello di poter guarire e comunque
d'essere curati in un ambiente accogliente, rispettoso, efficiente. Dove il Mercato non
arriva perché non ha interesse ad arrivare, la polis, e quindi la politica, deve
intervenire a colmare uno squilibrio".
Il giorno prima avevo letto con attenzione la lunga intervista del cardinale Camillo Ruini
a Repubblica, dedicata alla comunità cristiana in vista del Giubileo. A proposito
dell'Italia, il presidente dei vescovi italiani sottolinea: "Il maggior problema
economico che l'Italia ha davanti a sé è la sua crisi demografica. La vitalità di un
popolo, le sue prospettive di futuro, si misurano in gran parte su questo piano. E i
demografi ci ammoniscono su quanto difficile sia tornare indietro, quando si è
consolidata una simile tendenza negativa. Questo è il tipico caso in cui dobbiamo avere,
certo, pieno rispetto della libertà personale, però combinandolo con l'interesse comune
per il futuro della società in cui viviamo".
E' il nodo proposto dai Popolari in tutte queste settimane. Ora diventa l'obiettivo del
nuovo governo. Si tratta di un obiettivo politicamente possibile, visti i risultati che in
contemporanea con la crisi di governo si sono ottenuti con la legge Finanziaria in tema di
famiglia. Li ho riassunti nella scheda che segue: è un'informazione ma soprattutto è la
premessa sulla quale misurare i prossimi passi del governo D'Alema.
Calano di settemila miliardi le spese delle famiglie italiane
| 2/01/2000 webmaster@euganeo.it |
il
collegio senatoriale di Tino Bedin |