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Lettera dal Senato. 33
20 dicembre 1999
Anche a fine anno il Senato ha dato spazio
all'agricoltura
Discutiamo anche di "cibo buono"
(e non solo di Trifoglio)
Non si tratta solo di "gusto": è anche
una questione di valori, per i quali si può scendere in piazza, come per le "quote
latte" o a Seattle
di
Tino Bedin
Cin cin Duemila! Auguri e calici di spumante vanno spesso insieme, per chi può, quando
si può. La festa è fatta anche di buon cibo, per chi può, quando si può. E non è una
tradizione di oggi; non è una tradizione delle sole delle Feste. Oggi però il "buon
cibo" diventa sempre di più "cibo buono": l'aggettivo non riguarda solo il
gusto, ma la
moralità degli alimenti. Sempre più cittadini nel mondo chiedono un
nutrimento "onesto".
Cin cin Senato! E' per questo che anche le leggi si fanno sempre più spesso interpreti
dell'esigenza di qualità degli alimenti. E l'agricoltura torna al centro dell'attività
parlamentare, come è successo la settimana scorsa al Senato. A Palazzo Madama sono state
approvate definitivamente tre leggi con diretta incidenza sull'agricoltura: la legge
Finanziaria, la legge Comunitaria e la legge Pluriennale agricola. Tutti e tre i
provvedimenti contengono disposizioni che mirano non a "salvaguardare" un
settore, ma a consentirgli di essere protagonista nel più generale panorama economico
italiano ed europeo. Protagonista per l'apporto che è in grado di dare allo sviluppo, ma
anche alla qualità complessiva della vita.
Cin cin agricoltore! Ora sappiamo che possiamo fare gli auguri all'agricoltura italiana,
all'inizio del nuovo secolo. Nel giro di pochissimo tempo la prospettiva si è capovolta:
non per tutti, non dovunque, ma la strada imboccata è ormai quella giusta.
Non è solo una questione di gusto
Non dico che l'agricoltura possa aspirare ad essere il settore
"primario". Oggi il settore primario è quello della "conoscenza"
(contano le informazioni, la capacità di distribuirle, la rapidità con cui possono
essere utilizzate). Il settore primario del nostro tempo è Internet. Dico che
l'agricoltura è nelle condizioni di essere un settore come gli altri. Nell'ultimo
ventennio non è stato così: l'agricoltura ha vissuto la condizione di chi non ha futuro;
apprezzata per le tradizioni di cui è conservatrice, sovvenzionata per il ruolo di
serbatoio sociale svolto nella trasformazione profonda dell'economia italiana; tenuta in
vita come la "governante dell'ambiente" in una struttura ormai esclusivamente
urbana. Ai contadini, più che produrre cibo, si richiedeva di far da guardiani
dell'ambiente a vantaggio dei "cittadini".
Forse usare il tempo passato non è corretto. Il presente è ancora in buona parte quello
che si immaginava negli anni Ottanta. Sicuramente però il futuro sarà diverso dal
presente e dal recente passato. Ed è un futuro basato sul "cibo buono". Le
persone che avranno lo spumante per il Capodanno, sempre più lo vogliono buono, vogliono
sapere dove è prodotto, come è fatto, come è conservato. E lo stesso vale per tutti i
cibi: dall'olio al formaggio, dalla carne alla verdura. E non è più una questione di
gusto. E' un tema di valori, per i quali si può anche scendere in piazza.
Disposti anche a scendere in piazza
La "questione del cibo" è del resto diventata notizia nel recente ed
ultimo periodo proprio per manifestazioni anche dure, come quella sulle "quote
latte" e quella che si è svolta qualche settimana fa a Seattle, Stati Uniti. Si
tratta di episodi, certo, diversissimi: nei contenuti e anche nella valutazioni che se ne
possono dare. Li ha uniti però un largo consenso dell'opinione pubblica, di cui i mezzi
d'informazione hanno colto ed enfatizzato l'interesse. La mucca Ercolina ha avuto
simpatizzanti ed ammiratori perché i consumatori si sentono più garantiti da lei (e dai
produttori che conoscono) che non dalle etichette del latte che comprano attraverso la
televisione. Con i contestatori di Seattle anche il potentissimo Bill Clinton ha dovuto
politicamente scendere a patti perché ponevano una serie di "questioni morali",
tra cui l'onestà del cibo, e non solo e non tanto questioni economiche.
E' azzardato parlare di valori a proposito di prosciutto di Montagnana o di Friularo di
Bagnoli o di Grana della Destra Brenta? Quanti partecipano alla catena alimentare che
dall'animale o dalla pianta porta alla tavola sanno che la risposta è positiva. Si tratta
infatti di coltivare il rispetto per la natura, la sapienza della capacità umana di
migliorare la natura, l'attenzione verso i concittadini consumatori. Certo, producendo
anche ricchezza per sé e per le proprio famiglie, cioè facendo impresa. Ed anche questo
è un valore.
Nella legge Comunitaria
Nel corso dell'approvazione della legge Comunitaria per il 1999, i temi più
discussi, quelli che Senato e Camera hanno interpretato in maniera diversa cambiando l'una
il testo dell'altra e viceversa, sono stati proprio quelli collegati al cibo, alla sua
qualità, alla tutela del consumatore, all'informazione sull'origine dei prodotti. Lo
sottolineo come un fatto positivo: quando la legge è in grado di rispondere
tempestivamente alle esigenze profonde della società vuol dire che la politica funziona e
che sa fare il suo ruolo di sintesi. Soprattutto se lo fa in una legge importante, quale
è la Comunitaria, che trasferisce il diritto europeo in quello italiano
Sono anche contento che questa legge (contiene tra l'altro disposizioni per la tutela
delle produzioni agricole di origine) sia stata approvata in un periodo, quello natalizio,
nel quale il "buon cibo" è protagonista: quando rispetta il calendario della
vita, la politica diventa più comprensibile, forse riesce a farsi amare.
Cin cin Politica! Ne ha bisogno, con una crisi di governo aperta nella settimana di
Natale, nell'incomprensione somma delle sue cause da parte di cittadini, che se anche le
comprendessero, certamente non le approverebbero.
Per questo ho voluto raccontarvi che in Parlamento non ci interessiamo solo di D'Alema, di
Trifoglio, di referendum, di deputati che cambiano gruppo e poi dicono di essere
stati
tentati. Ci interessiamo anche delle cose di cui si interessano le nostre
famiglie. Cin cin.
Una scheda sull'agricoltura nella
Finanziaria per il 2000