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La legge regionale dell’Emilia Romagna
Sul diritto allo studio
una prova di Europa e di federalismo

Tino Bedin: "Spero che non si debba aspettare la Corte di Giustizia europea anche su questo tema"

"Spero che non dobbiamo aspettare la Corte di Giustizia europea anche in tema di diritto allo studio. Invece di creare problemi alla giunta regionale dell'Emilia Romagna, i parlamentari nazionali farebbero bene a preoccuparsi di confrontare legislazione nazionale e normative europee in tema di parità scolastica e di accesso all'istruzione per evitare che presto o tardi la legge italiana venga scritta a... Lussemburgo, dai giudici dell'Unione". Il senatore del Ppi Tino Bedin, presidente della Giunta per gli Affari europei, interviene nel dibattito aperto dalla proposta di legge dell'Emilia Romagna, con una sottolineatura: "Lo faccio malvolentieri, costretto dalle troppo interferenze, che testimoniano il radicamento del centralismo ideologico. Siamo infatti di fronte alla applicazione sia di volontà legislative che di scelte politiche di federalismo possibile. Come parlamentari non solo non dovremmo chiedere ragione ai consiglieri regionali emiliano-romagnoli, ma anzi chiedere loro di proseguire sulla strada iniziata, di approfondirla, di rendere operative le scelte: sarà un aiuto anche al Senato che sta elaborando la cornice nazionale di questa materia".
Il presidente Tino Bedin conclude con una informazione "Proprio questa mattina la Giunta per gli affari europei del Senato ha avviato un'indagine conosciuta sulle collaborazioni fra parlamento e regioni per realizzare meglio l'Europa in Italia. C'è una bella prova di europeismo e di federalismo nella iniziativa del presidente della regione Emilia Romagna".

13 gennaio 1999


5/2/1999
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